lunedì 15 aprile 2019

Jimmy Wyble




sabato 13 aprile 2019

Il segreto di "Stella"


Stella by starlight è uno degli standard più interessanti per la ricchezza armonica.

Fra le tante tecniche armoniche utilizzate nella composizione di questo bellissimo brano ce n'è una che evidentemente in pochi conoscono...

È un prezioso segreto nascosto fra gli accordi e la melodia di questa musica.


https://guitarmindfulness.it/jazz-harmony/


Scopri di cosa si tratta nel video qui sotto!



Buona visione!

 


https://guitarmindfulness.it/jazz-harmony/

sabato 6 aprile 2019

Volevo diventare un chitarrista flamenco ma poi...


Oggi,  è venuto a trovarmi nel mio studio con sua figlia ginnasta, Aberto, un mio vecchio e caro allievo, portandomi due bellissimi doni: dei plettri con il mio nome e la scritta “ la via della chitarra jazz” stampati sopra e una bella chitarra da flamenco che lui non usava e teneva da tempo sotto il letto.

Ero felice e grato per questi doni bellissimi e anche perchè per me rivedere i miei vecchi allievi è sempre un grande piacere. Ma ancora non mi ero accorto di una cosa davvero speciale….

Una volta andati via Alberto e sua figlia, dalla stretta di mano atletica e portentosa, ho provato a suonare quella chitarra e mi sono reso conto che si trattava di un bello strumento! Poi guardando l’etichetta dentro la buca mi è tornata in mente la Spagna...

Avevo vent’anni anni e dopo la maturità, partii in autostop: volevo imparare il flamenco, così avevo deciso di partire per la Spagna con la mia chitarra e di vivere per un po’ di tempo lì, mi sarei mantenuto suonando e cantando in strada e avrei trovato il modo di studiare quella musica che mi affascinava così tanto, il flamenco!

Così fu, almeno per un po'...

Suonavo e cantavo a cappello e, quando non suonavo, andavo in cerca dei posti dove si ritrovavano i gitani a suonare il flamenco. 

Ad Alicante scoprii una piccola piazza con delle panchine all’ombra dove il passaggio era continuo: i chitarristi arrivavano, si fermavano giusto il tempo di bere una cerveza e suonare uno o due brani e poi andavano via. 

Tutti suonavano benissimo il flamenco, anche i bimbi di sei anni!

Avevo trovato proprio quello che cercavo ma un giorno decisi di andare a Valencia con degli amici che avevo conosciuto lì. 

La notte ci accampammo in spiaggia per dormire e, come al solito, prima di coricarmi, con una corda mi legai al polso la mia chitarra, per evitare che nel sonno me la portassero via.

Ma quella notte mentre dormivo fui narcotizzato e dei ladri mi portarono via tutti i soldi e soprattutto la mia chitarra che mi serviva per procurarmi da mangiare. 

Capii subito che il mio viaggio era finito; senza chitarra non avevo modo di procurarmi i soldi per vivere e alla fine decisi di tornare a casa.

Il mio sogno di imparare il flamenco si era miseramente infranto ma per fortuna alla stazione conobbi una bellissima ragazza dagli occhi scuri che aspettò il mio treno fino l’alba con me...

Ed ora eccomi qui, con questa chitarra fra le mani; una chitarra che è stata a lungo sotto il letto di un caro allievo e adesso, chissà perché, è stata donata proprio a me…

Spingo lo sguardo nella penombra della buca e a fatica leggo l’etichetta:


Manuel Raimundo
Valencia
ESPANA

Dunque...

A Valencia la mia amata chitarra con cui volevo imparare il flamenco mi fu rubata ma oggi, più di trent’anni dopo e proprio da Valencia mi arriva in dono una bella chitarra flamenco…

Cosa ne pensi?

Come dice una mia cara amica: l’Universo pettina!!!”

Grazie alla vita e grazie ad Alberto per questo dono prezioso!

Manuel



lunedì 25 febbraio 2019

Un blues di Joe pass- una lezione sul Voice-leading


Immagina di trovarti in questa situazione: hai armonizzato il tema di uno standard
e ora sei in grado di suonare in chord melody il tuo "gustoso" arrangiamento ma una volta terminata l'esecuzione della melodia non sai più che fare...

Ascoltando il grande Joe Pass si può scoprire che dopo aver eseguito il tema armonizzato, oltre ad improvvisare e suonare il walking bass, fa cose semplici ma allo stesso tempo molto efficaci, suonando sostanzialmente gli accordi del brano, come se stesse accompagnando un solista.
Ciò che fa Joe Pass in queste situazioni non è altro che eseguire gli accordi del brano curando però con grande attenzione il movimento delle lead degli accordi e facendo in modo che esso crei una melodia che collega in modo musicale un accordo al successivo.
Allo stesso tempo Joe Pass inserisce alcune sostituzioni nella sequenza degli accordi del brano originale, aumentando in questo modo le possibili note da utilizzare nelle melodie al canto degli accordi.
Questa tecnica ti permette di trasformare qualsiasi accompagnamento da una semplice successione di accordi intesi come blocchi verticali di note in qualcosa di vario, piacevole, stimolante per un eventuale solista e in ogni caso artisticamente significativo.
Nel video qui sotto puoi imparare un blues di Joe Pass e scoprire come questo grande maestro collega gli accordi fra loro.

Buona visione!





https://guitarmindfulness.it/iscrizione-chord-melody-masterclass-long-distance/

mercoledì 6 febbraio 2019

Il senso ritmico: sai come esprimerlo al massimo?


Molti pensano che il senso ritmico sia un talento speciale riservato a pochi eletti ma non è affatto così. 
Il senso ritmico è una qualità naturale dell'essere umano e quindi tutti ce l'abbiamo eppure è innegabile che alcuni sembrano usarlo naturalmente quando suonano, raggiungendo così una perfetta coordinazione e di conseguenza ottimi risultati musicali mentre altri fanno molta più fatica.

Perché accade così?

Ciò che fa la differenza non è tanto l'avere o il non avere il senso ritmico, perché quello ce l'abbiamo tutti, il punto è saperlo riconoscere questo senso ritmico e soprattutto saperlo usare quando si suona!

In questo articolo ti propongo un esercizio di Guitar Mindfulness che serve proprio a questo: 

Per prima cosa devi imparare a riconoscere il tuo senso ritmico, la tua “ritmicità”, cioè quella qualità naturale che è già dentro di te e che ti fa venire voglia di muovere il corpo quando ascolti della musica ritmica. 

Ecco l'esercizio:

Prova a "mettere su" una musica dal forte carattere ritmico, con un bel groove trascinante.

Prova a lasciare libera la tua “ritmicità” di esprimersi come vuole, con il corpo, con la voce, battendo le mani…

Osserva come questa qualità innata rende naturalmente ritmici i tuoi movimenti.

Ora abbassa la musica e prova a prendere la tua chitarra e a suonare qualcosa. Suona qualcosa di facile, che conosci bene in modo tale che la tua attenzione non sia assorbita dall’esecuzione. 

Mentre suoni porta l’attenzione alla tua ritmicità, cioè a quella sensazione fisica che hai sperimentato poco fa.

Si sta esprimendo?

Quella qualità ritmica naturale che hai imparato a riconoscere è ancora presente ora che stai suonando oppure no?

La avverti ancora intensamente? Oppure ora che stai eseguendo della musica sulla chitarra quella sensazione che avvertivi nel corpo sembra affievolita o addirittura sparita?

Prova a suonare diversi tipi di musica, con tecniche diverse e a velocità diverse e osserva come si comporta la tua “ritmicità”.

Potresti notare che con l’aumentare della difficoltà tecnica diminuisce proporzionalmente la tua percezione di quella bella sensazione di essere nel ritmo.

Potresti notare cioè che in qualche modo è proprio la tua stessa esecuzione che sta bloccando l’espressione della tua ritmicità!

Quando fai questo esercizio può succedere di notare che all’inizio tutto sembra funzionare bene: senti che la tua ritmicità si sta esprimendo liberamente, stai battendo il piede e ti stai muovendo naturalmente con la musica. 
Poi però accade che quando arriva quel particolare passaggio musicale, magari un po’ più difficoltoso, il corpo si irrigidisce.

La difficoltà dell’esecuzione provoca in te una contrazione che blocca l’espressione della tua ritmicità. Tu in quel momento non ti accorgi che qualcosa è cambiato e continui a suonare o a studiare come se nulla fosse ma quello che è accaduto merita tutta la tua attenzione.

Ti trovi davvero a un bivio importante!

In quel momento infatti sta succedendo che la difficoltà a coordinare il movimento esecutivo con quello naturale della tua ritmicità (ad esempio il battito del piede), ti spinga a bloccare l’espressione della tua ritmicità così da poterti concentrare sull’esecuzione sul tuo strumento. 
Quello che invece purtroppo sta accadendo è che quel momentaneo “conflitto” che è avvenuto dentro di te si riflette inesorabilmente nella musica, che perde immediatamente il suo “groove” e la sua freschezza. 

Se senti che per suonare un determinato passaggio esecutivo devi smettere di battere il piede, non farlo!

Soffermati invece su quel passaggio concentrandoti sulla tua ritmicità e facendo in modo di lasciarla esprimere al massimo. Abbandonati alla tua ritmicità e lascia che sia "lei" a guidare i movimenti delle tue mani mentre suoni.

Potremmo dire che raggiungerai risultati di eccellenza nella musica solo se imparerai ad “armonizzare” la tua ritmicità con i movimenti esecutivi sullo strumento.




Dunque quando imbracci la tua chitarra, ricordati della tua ritmicità e della sua piacevole sensazione e fai sì che sia sempre presente e che possa esprimersi liberamente, qualunque cosa tu stia suonando!

Stay tuned!

Manuel Consigli


https://guitarmindfulness.it/cosa-significa-ascoltare/


venerdì 1 febbraio 2019

Wes Montgomery

Biografia e discografia

Wes Montgomery è uno dei più grandi chitarristi della storia del Jazz, un punto di riferimento irrinunciabile per intere generazioni dei chitarristi. 

Il suo suono morbido è prodotto dall'uso del pollice al posto del plettro, una particolare tecnica che Wes ha iniziato a utilizzare per non disturbare i vicini nelle lunghe notti passate a studiare gli assoli di Charlie Christian. 

Il fraseggio di Wes Montgomery è sempre melodico, anche sui brani più veloci, dove la sua particolare tecnica della mano destra non è per lui di alcun ostacolo. 

Il suo senso dello swing meraviglioso e la sua straordinaria forza espressiva rendono ogni suo assolo un racconto da ascoltare incantati fino all'ultima nota.

Utilizza nelle sue improvvisazioni, oltre alle linee melodiche di singole note, anche le ottave, di cui è stato un maestro assoluto. Una tecnica che intercalava con improvvisazioni ad accordi simulando le armonizzazioni delle sezioni di fiati delle big bands.

L'utilizzo di questi tre registri espressivi (note singole, ottave, accordi) gli permetteva di rendere i suoi assoli dei veri e propri arrangiamenti, capaci di mantenere viva l'attenzione dell'ascoltatore più che mai.

Per noi chitarristi Wes Montgomery è un grande maestro, ascoltarlo è sempre un'esperienza di gioia pura!








Jim Hall

Biografia

Jim Hall, è stato un maestro fondamentale nella storia della chitarra jazz.

Per avere un'idea dello spessore artistico di Jim Hall basti dire che  ha suonato con Ella Fitzgerald e Bill Evans ed è stato il maestro di chitarristi del calibro di Pat Metheny e Bill Frisell.

Lo contraddistinguono una incredibile raffinatezza melodica e armonica, e una speciale capacità nella costruzione e nello sviluppo narrativo delle sue improvvisazioni, basate su sofisticate architetture di motivi melodici.
Meraviglioso è il suo modo di articolare i suoni utilizzando pull off e Hammer on, creando così l'effetto di una grande espressività nel fraseggio.
 Magistrale anche la sua perizia nell'utilizzo delle diteggiature che sfruttano sempre al massimo le potenzialità sonore della chitarra.

Anche dal punto di vista ritmico, Jim Hall è meraviglioso:  nell'uso dei poliritmi, nell'alternanza dei suoni e dei silenzi, nell'interplay con gli altri musicisti.

Insomma se ti piace la chitarra Jazz, non puoi non conoscere il grandissimo Jim Hall!










giovedì 31 gennaio 2019

Lenny Breau

Biografia

Lenny Breau, nato nel 1941 nel Maine da una famiglia di origine canadese. Chet Atkins lo adottò come pupillo dando così un forte impulso alla sua carriera.

Utilizzava una chitarra a sette corde e il plettro al pollice e sviluppò una tecnica straordinaria.

È stato un vero e proprio genio della chitarra, apprezzatissimo da tutti i grandi chitarristi ma sconosciuto ai più.

Morì misteriosamente nel 1984, a soli 43 anni,  ucciso nella sua casa di Hollywood.








mercoledì 30 gennaio 2019

Joe Diorio

Biografia e discografia

Joe Diorio, un chitarrista jazz dal linguaggio modernissimo e allo stesso tempo molto legato alla tradizione. 
Nel primo video "Out of nowhere" insieme a un altro grandissimo maestro della chitarra jazz, Mick Goodrick, tratto dal disco "Rare Birds", un dialogo tra due chitarristi dal linguaggio armonico raffinatissimo.

È un riferimento importante per chi studia chitarra jazz, anche per il suo impegno didattico. A questo proposito, dell'album "Bonita" di cui c'è il video qui sotto, esiste una pubblicazione curata da Diorio, con la trascrizione completa degli assoli.










domenica 27 gennaio 2019

Scopri la tua "maestria"

Foto di Roberta Sorge


Per il GM ciò che viene comunemente chiamata “maestria” non è una qualità riservata a pochi “eletti” che dunque grazie ad essa possono diventare grandi musicisti, ma piuttostomuna qualità di tutti in quanto qualità dell’anima, una caratteristica del nostro essere.

Forse ti sembrerà strano quello che dico...
Come? Io allora sarei un "maestro"? Ma figuriamoci!!!
Eppure se solo rifletti per un momento sulla immensa quantità di cose che hai imparato nella tua vita, sulle innumerevoli competenze che hai sviluppato in ogni ambito, da quello motorio a quello razionale... 
Pensa soltanto alle tue abilità linguistiche, comunicative, ideative... 
Ogni singola cosa che tu sai fare, dalla più semplice alla più complessa è in realtà un miracolo di complessità e e equilibrio. 
La verità è che in quanto essere umano sei un meraviglioso e naturale arcobaleno di abilità talenti e potenzialità. 
La maestria è una tua innata qualità!
Ma veniamo alla musica...
Com'è allora che nella musica solo alcuni diventano effettivamente dei maestri mentre altri, nonostante l'impegno e gli sforzi, non raggiungono mai i loro obbiettivi?
Secondo Kenny Werner, il pianista autore del libro "Effortless Mastery" (maestria senza sforzo), la maestria è la capacità di eseguire una musica sempre perfettamente e senza sforzo.
Secondo la definizione di Kenny Werner, le cose che sai fare con maestria, sono già moltissime: fai fatica ad esempio quando porti la forchetta alla bocca per mangiare, ti capita forse di sbagliare mira qualche volta?
Il motivo per cui tu hai raggiunto la maestria nell'usare la forchetta è solo uno: quando eri piccolo hai provato a farlo e hai sbagliato tantissime volte, ma non ti sei scoraggiato; tu hai insistito con determinazione fino a raggiungere il tuo obbiettivo.
Dunque quelli che riconosciamo come “grandi musicisti”  sono semplicemente persone che  hanno coltivato la loro passione con grande determinazione, senza mai scoraggiarsi fino raggiungere l'espressione piena della loro maestria.
Quello che ci impedisce di esprimere pienamente la nostra maestria in musica sono spesso l'impazienza e la superficialità.
Quando studiamo, passiamo spesso all'argomento successivo prima di aver portato a livello di maestria quello che stavamo studiando. 
Ci sembra di perdere tempo a rimanere per ore sullo stesso passaggio musicale o per settimane sullo stesso brano, così lo abbandoniamo prematuramente per passare ad altro e in questo modo tutto quello che impariamo non raggiunge mai l'eccellenza.
Il grande chitarrista Tommy Emmanuel, in un intervista ha detto che lui quando deve imparare un brano, studia solo quello fino a quando non è perfetto!
Se vuoi raggiungere la maestria dunque, quando studi, concentrati sulle piccole cose, sui singoli passaggi da un accordo all'altro, sulla singola frase di una melodia, su un singolo arpeggio della mano destra, ecc....
Fallo in modo rilassato e piacevole.
Insisti finché riesci a eseguire quel passaggio perfettamente e senza sforzo, cioè con maestria, solo allora procedi oltre...
Questo è Guitar Mindfulness!
Stay Tuned!
Manuel


https://guitarmindfulness.it/squeeze-guitar-mindfulness-con-video/