giovedì 10 maggio 2018

Video del giorno

giovedì 3 maggio 2018

Franco Cerri e Filippo Daccò



Con Filippo Daccò ci s'incontrava a casa mia o a casa sua per suonare insieme.  A turno ci si accompagnava o s'improvvisava. Avevamo una grande stima l'uno per l'altro: lui ammirava la mia istintiva musicalità, la naturale facilità sulla chitarra ed io la sua padronanza dello strumento, la profondità e la raffinatezza nel fraseggio.

Di fronte alla sua enorme conoscenza della musica, io che ero totalmente autodidatta mi sentivo piccolo piccolo.
Il Jazz l'ho imparato dai dischi che arrivavano da oltreoceano, ascoltando quello che l'America suggeriva da lontano. Tuttora, sento un debito di riconoscenza verso questo paese così generoso musicalmente.
Poi, io e Filippo Daccò, ci siamo un po' persi di vista.

Lui era molto richiesto come chitarrista e negli anni divenne un insegnante straordinario, un punto di riferimento per tantissimi musicisti che oggi sono apprezzati in Italia e all'estero. 

Era un maestro generoso, di quelli che non hanno segreti. Sapeva, infatti, che l'apprendimento è l'incontro tra la conoscenza e la sensibilità individuale e produce sempre un risultato originale.
Io, intanto, sempre accompagnato dalla mia timidezza, ho avuto modo di suonare con i più grandi musicisti. Ricordo nottate intere a suonare con Jim Hall e George Benson; ricordo i concerti con Barney Kessel...
Ma nella musica ho sempre cercato l'uomo e se l'uomo non mi piaceva cambiavo idea anche sulla sua musica.
Su Filippo Daccò non ho mai cambiato idea: dietro alla sua apparente durezza era un uomo estremamente sensibile . E' stato un grande musicista ma anche un amico e un "vero signore". 
Franco Cerri

mercoledì 2 maggio 2018

Garrison Fewell: gioielli musicali del grande Filippo Daccò


Nel 1993 conobbi Garrison Fewell, un raffinato chitarrista jazz insegnante della Berklee. Mi colpì il suo disco "Blue deeper than the blue" e lo contattai per chiedergli di venire a tenere un seminario nella mia scuola di musica "Altrenote" di Milano.
Quando, qualche anno dopo, pubblicai per le Edizioni Curci la revisione del celebre testo di Filippo Daccò "Studi didattici per chitarra jazz" chiesi a Garrison cosa ne pensasse.

Ecco cosa scrisse il grande Garrison Fewell.

The tremendously positive influence that Filippo Daccò has had on the development of jazz guitar in Italy can be measured by the many great guitarists who studied with him. Everyone who knew him speaks in almost reverent tones about this talented artist whose published work has been unduly neglected in the larger circles of modern jazz to which he so richly contributed.
Daccò's book, "Studi Didattici per Chitarra Jazz"  is legendary. In this new version, Manuel Consigli pays homage to his mentor's educational masterpiece, and Daccò's original etudes are faithfully rendered by guitarist Andrea Molena who brings the music to life with brilliant audio recordings of these very challenging studies based on well-known standard jazz tunes.

I sincerely hope that a younger generation of Italian jazz guitarists will have the opportunity to benefit from these musical gems by the great Filippo Daccò."

Garrison Fewell


La straordinaria influenza che Filippo Daccò ha avuto nello sviluppo della chitarra jazz in Italia può essere misurata dai tanti grandi chitarristi che hanno studiato con lui. Chiunque lo abbia conosciuto parla di questo artista di talento, le cui pubblicazioni sono state inspiegabilmente trascurate nel circuito internazionale del jazz moderno al quale egli ha contribuito in modo così ricco, con grande rispetto (tono quasi reverenziale).

Il libro di Daccò, "Studi Didattici per Chitarra Jazz" è leggendario. In questa nuova edizione Manuel Consigli rende omaggio al capolavoro didattico del suo maestro e gli studi originali sono interpretati fedelmente dal chitarrista Andrea Molena, che rende viva la musica con eccellenti registrazioni di questi studi stimolanti basati su conosciuti brani standard jazz.
Mi auguro che una nuova generazione di chitarristi italiani abbia l'opportunità di trarre beneficio da questi gioielli musicali del grande Filippo Daccò.

domenica 29 aprile 2018

Giant Steps





Ecco un breve tutorial su un mio arrangiamento Chord-Melody and Bass di Giant Steps di John Coltrane.
Buon divertimento!

mercoledì 25 aprile 2018

La competizione fra chitarristi


Barzelletta:



Due chitarristi si incontrano

La stretta tra due chitarristi: "Ciao, io sono... meglio di te".



Cosa c'entra la competizione con la musica?

Sarò conciso:

NIENTE!

Essere competitivo non ti renderà un musicista migliore e un fatto importante da accettare è che, qualunque sia il tuo livello...

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te! 

Di questo però non te ne devi preoccupare!

Rifletti:

Wes Montgomery ha uno swing meraviglioso ma nessuno è geniale come Django Reinhardt

Jim Hall è insuperabile in quanto a raffinatezza però il senso melodico di Pat Metheny è più coinvolgente…

Però John Scofield è molto più moderno…

Si ma Peter Bernstein è moderno pur essendo legato alla tradizione…

Comunque Bireli Lagrene ha più tecnica, fa davvero quello che vuole sulla chitarra!

Si, però, con la mano destra suonata con le dita, Paco De Lucia è più bravo… anche se ha sempre

la faccia seria…

Martin Taylor ha sicuramente più senso dello humor…


Vedi, nessuno di questi grandi musicisti è davvero il migliore, quindi puoi rilassarti e goderti la musica fino in fondo anche se non sei il più bravo di tutti.

Come diceva la dolcissima Emily Remler: “tu hai il diritto di suonare!

La musica è di tutti e per tutti.

È un dono prezioso che condividiamo. 

È la nostra storia, il nostro più antico e profondo linguaggio, è il suono primordiale.

È immaginazione, emozione, corpo.

È vibrazione.

Se la Musica ti chiama devi dare il meglio di te stesso.

Ma questo non ha nulla a che fare con il compiacere il tuo ego.

Tu hai il privilegio di poter trasmettere agli altri qualcosa di prezioso e per farlo devi lavorare su di te affinché la musica possa scorrere senza ostacoli.

È questo l’obbiettivo dello studio, della continua ricerca, del costante impegno del musicista.

Questa è la vera competizione ma essa non è contro gli altri musicisti.

La vera competizione è contro i nostri stessi limiti.


Ti saluto con questo divertente video di una battaglia a suon di note. 

Vedrai che alla fine chi vince è la Musica!

Stay in tune!

Manuel Consigli


lunedì 23 aprile 2018

analisi armonica di "Wave" (Jobim) a cura di Manuel Consigli


Qui sotto trovi 3 video dedicati all'analisi armonica di "Wave" di Tom Jobim, un brano molto ricco armonicamente che offre numerosi spunti per la comprensione dell'armonia funzionale e che rivela la grande perizia compositiva del celebre musicista brasiliano. 

Prima parte




Seconda parte





Terza parte






domenica 22 aprile 2018

appunti di arrangiamento per chitarra- Body and soul


Qui trovi un mio arrangiamento in stile chord melody di "Body and soul".
Ti invito ad impararlo: è eseguito lentamente e in modo didattico proprio per permetterti di cogliere ogni passaggio con facilità!


Buono studio!!!

Manuel Consigli




sabato 21 aprile 2018

Video del giorno

Nuages- chord melody

Ecco un nuovo video per la serie "Appunti di arrangiamento per chitarra".

Questo è un facile arrangiamento di Nuages, un celebre e bellissimo brano di Django Reinhardt.

Puoi impararlo seguendo il video qui sotto, dove lo eseguo piano piano...

Se ti piace lascia un tuo commento!!!

Buona visione!



 Stay in tune!

Manuel

venerdì 20 aprile 2018

Analisi armonica: Solar

Con questo video dedicato all'analisi di Solar (Miles Davisi) continua il percorso di armonia funzionale su www.laviadellachitarrajazz.com. 

Buona visione e buona musica!

Manuel Consigli

P.S.

Il tuo feed-back per me è prezioso, per favore lascia un commento!

Grazie!!!

mercoledì 11 aprile 2018

Video del giorno

martedì 10 aprile 2018

Video del giorno

lunedì 2 aprile 2018

Una bella notizia per te!


Ecco una bella notizia per noi chitarristi e in particolare per quelli che non hanno molto tempo da dedicare alla musica, per impegni di lavoro o familiari:

Tutto ciò che ti fa bene veramente... 
Ti fa anche suonare meglio!

È proprio così e, se ci pensi un momento, non potrai che darmi ragione: 

Meglio stai e meglio suoni!


Non è così anche per te? 

Avrai sicuramente anche tu qualche ricordo di una particolare occasione in cui hai suonato bene, davvero bene o comunque meglio del solito…

Se pensi a quella circostanza e cerchi di ricordare il tuo stato d’animo, le tue sensazioni ecc. molto probabilmente ti ricorderai che erano positive, che eri rilassato, allegro e che magari scherzavi in allegria con i tuoi amici…

Anche se l’idea romantica dell’artista che soffre è ancora molto diffusa, la verità è che per suonare bene si deve stare bene!


Il tuo corpo quando stai bene è più efficiente, più sensibile e reattivo e produce migliori performance, questo lo sa qualsiasi atleta…

Anche il tuo stato emotivo determina, più o meno direttamente, la qualità delle tue performance, anche perché il tuo stato emotivo si riflette immediatamente sul tuo corpo e sulle tue capacità musicali:

  • La tensione nervosa ad esempio tende ad accumularsi sulle spalle, contraendole in modo disfunzionale.
  • Se non sei rilassato il tuo senso ritmico diminuisce.
  • Se sei agitato farai fatica a concentrarti e ascoltare.

Dunque è proprio così ed è bello pensarlo:

Se c’è una cosa che la Musica vuole da te è che tu stia bene...
Ma bene veramente!

Quindi, se vuoi essere un musicista migliore, fai questo semplice esercizio:

Pensa ogni giorno a qualcosa che ti fa stare bene e mettila in pratica!

Può essere qualsiasi cosa, come…

  • Fare una passeggiata 
  • Telefonare a un amico che non senti da tanto tempo 
  • Coccolare il tuo gatto
  • Parlare con tuo figlio/a
  • Mangiarti un gelato al cioccolato… 

Ma attenzione!!!

La Musica vuole da te è che tu stia bene, ma bene veramente!

È molto importante che tu sappia riconoscere ciò che ti fa bene veramente da ciò che semplicemente appaga un tuo bisogno.

Ti assicuro la Musica sa distinguere perfettamente e quindi ti farà suonare meglio solo se fai ciò che ti fa bene veramente!

Come fare dunque a distinguere ciò che ti fa bene da quello che magari è un bisogno disarmonico?

È semplice, quello che ti fa bene veramente porta armonia dentro di te e fa bene a chi ti è vicino.

Chiediti sempre quindi: 

"Quello che sto per fare è una cosa buona per me e per la maggior parte delle persone coinvolte?"

Se rispetti sempre questa regola sarai sicuro di non sbagliare!

Dunque...

Pensa ogni giorno a qualcosa che ti fa stare bene e realizzala!



Se c’è una cosa che la Musica vuole da te è che tu stia bene...

Ma bene veramente!




sabato 31 marzo 2018

giovedì 29 marzo 2018

Bill Frisell

Biografia








lunedì 19 marzo 2018

lunedì 5 marzo 2018

Video del giorno

giovedì 22 febbraio 2018

Video del giorno

martedì 13 febbraio 2018

video del giorno

lunedì 12 febbraio 2018

Video del giorno

lunedì 5 febbraio 2018

Video del giorno

domenica 4 febbraio 2018

Il mistero della sesta lezione...

Qui trovi un breve corso di 6 video- lezioni sul blues nel jazz, tenute dal grande Martin Taylor.

La prima riguarda l'aspetto armonico mentre le rimanenti trattano il tema dell'improvvisazione, con un approccio molto semplice: si parte dall'uso della scala pentatonica minore per poi integrarla progressivamente con altre note, dapprima la 6M, poi la 9M, poi la 3M, la 7M e infine tutti gli altri cromatismi di passaggio.

Nei video potrai esercitarti insieme a Martin Taylor che, dopo due giri di improvvisazione nei quali esemplifica l'argomento spiegato, ti accompagna per il tuo assolo!

Grazie Martin!

Però c'è un mistero che aleggia intorno a questo corso: la misteriosa sesta lezione...

Se ne parla da anni ma non si sa se esiste veramente. Alcuni dicono che è lì che sono nascosti i segreti più preziosi della chitarra jazz? Chissà...

Tu ne sai qualcosa?
















Grazie ad approfondite indagini di Marco, un nostro bravissimo collega chitarrista, è stato finalmente  risolto il mistero della sesta lezione.

Ecco il video!!!!


giovedì 1 febbraio 2018

Video del giorno

lunedì 29 gennaio 2018

Appunti di arrangiamento per chitarra: My foolish heart




Chord-Melody Masterclass è un corso  per veri appassionati di chitarra jazz, interamente dedicato all’arrangiamento per chitarra, concepito allo scopo di fornire tutti i concetti, le tecniche e i migliori esercizi per sviluppare competenze di alto livello artistico e professionale nell’arrangiamento per chitarra jazz.


venerdì 26 gennaio 2018

Una bella lezione di Bruce Forman

"Certo, le note degli accordi e le scale ad essi relative sono importanti, ma ciò che fa funzionare le frasi sono le note di avvicinamento, è questo il materiale mette in movimento la musica...!"

Ma non è questa la lezione più importante di questo video...

Bruce qui dice qualcosa di veramente importante!

Riesci a scoprire di cosa si tratta?


giovedì 25 gennaio 2018

Suonare in piedi...da seduti!



Ti piace di più suonare in piedi o da seduto

In effetti, sono due cose molto diverse. 

Immagino che anche a te certi brani riescano meglio in un modo piuttosto che nell'altro. 

Nelle due posizioni il corpo partecipa diversamente all'esecuzione musicale, con differente equilibriostabilitàmobilità

Da in piedi il corpo ha la possibilità di muoversi più liberamente e partecipare con il movimento al ritmo e all'espressione della musica. 

Da seduto, una diversa stabilità può essere funzionale alle esecuzioni tecnicamente più impegnative. 

In somma, ogni cosa ha i suoi pro e contro.

Sarebbe bello poter riunire in un unica posizione i vantaggi delle due posizioni, non trovi?

Suonare in piedi... da seduti

suonare seduti... da in piedi


I tre esercizi che ti propongo qui sotto, ti serviranno per imparare a suonare in piedi...da seduto! 

Sono stati studiati da Eric Franklin, un autorità mondiale nell'ambito dell'allenamento ideomotorio.

Servono ad aumentare la forza e la flessibilità da seduti e ti permetteranno di aumentare la tua mobilità durante l'esecuzione musicale, a tutto beneficio del tuo senso ritmico e della tua espressività. 

Esercizi sulla sedia

  1. Da seduti, localizza gli ischi, che si trovano alla base del bacino. Metti le mani sotto ai glutei. Sentirai la pressione delle due ossa che schiacciano le dita in modo tutt'altro che piacevole. Togli le mani e senti se il peso del corpo si distribuisce equamente su tutt'e due queste ossa.
  2. Ora spingi sulla sedia l'ischio destro con maggiore intensità rispetto al sinistro. Immagina di premere sull'argilla (la sedia) e di lasciare un'impronta. rilassa l'ischio destro e comincia a spingere con il sinistro, tenendo presente la stessa immagine. Quale delle due parti ti risulta più semplice spingere sulla sedia? Se noti una differenza è segno di uno squilibrio muscolare. Il nostro obbiettivo è avere una forza muscolare bilanciata nell'area del pavimento pelvico, ciò di cui beneficerà non solo la parte bassa della schiena ma l'intera postura.
  3. Cerca di camminare sulla sedia con gli ischi. Eseguirai meglio l'esercizio usando una sedia con superficie piatta e rigida. Immagina di compiere lo stesso movimento che fai quando cammini con i piedi. Mentre un ischio spinge sulla sedia, l'altro si allunga in avanti (vedi illustrazione). Prova anche a spostarti all'indietro. Tutto ciò è possibile perché l'azione del camminare è guidata in gran parte da un movimento di torsione  della colonna vertebrale  e non solo dal movimento delle gambe.


Immagine tratta da "il corpo e l'energia" di Eric Franklin


Ora goditi il video qui sotto e osserva come si muovono questi due grandi chitarristi e performer, sono certo che ne potrai trarre molto!

Stay in tune!

 Manuel Consigli








martedì 23 gennaio 2018

Bruce Forman

Biografia







lunedì 22 gennaio 2018

Sei un musicista, si o no? Decidilo ora!


Sei un musicista, si o no?

Se ancora non ti sei dato una risposta a questa domanda, 
continua a leggere...

perché forse il momento di deciderlo...

è arrivato!

A differenza di ciò che accade in altre professioni, per un musicista il momento della formazione non finisce mai.

In quanto musicista continui sempre a studiare, per mantenere o migliorare la tecnica, per imparare nuovi repertori, per sperimentare e cercare nuove strade espressive...

Ma allora, quando si può dire che da studente di musica diventi finalmente un musicista?

Quando hai ottenuto un diploma?
Quando cominci a guadagnare con la musica?
Quando cominci a suonare in pubblico?

Forse ciascuna di queste risposte ha qualcosa di vero ma nessuna esaurisce del tutto l'argomento.


Hai presente la vecchia storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno?

Ecco, penso che rappresenti molto bene la situazione di chi, come noi, ama e studia la musica per tutta la vita.

Come studente devi confrontarti quotidianamente con la metà vuota del bicchiere. 

Lo devi fare con onestà, serietà e impegno, perché queste sono condizioni necessarie al tuo progresso.

A volte può essere faticoso confrontarsi con i propri limiti e a volte può dare un senso di vertigine l'enormità di quello che ancora abbiamo da imparare...

Ma c'è qualcosa che stranamente sembra ancora più difficile:

cioè confrontarsi onestamente con quella metà del bicchiere che è già piena!

Forse penserai che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza...

E a molti succede di non concedere alla metà mezza piena di esprimersi come potrebbe.

La consapevolezza dei propri limiti, l'eccesso di perfezionismo, la timidezza, la paura del giudizio portano facilmente a vivere in modo squilibrato il dualismo "bicchiere mezzo pieno- mezzo vuoto".

Chi si trova in questa situazione di solito si sente più a suo agio nel definirsi studente di musica anziché musicista

Se ti sei riconosciuto in questa condizione, voglio metterti in guardia:

Stai rischiando seriamente di non diventare mai un musicista!


Pensi che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza?

Ti assicuro...

NON é vero!

Ho visto bambini esprimere una grande saggezza musicale già al loro primo contatto con uno strumento.

In oltre venti anni di insegnamento non ho mai incontrato un allievo che non avesse già un proprio stile, gusto, tocco, senso ritmico e melodico, una propria sensibilità musicale e espressività.

Non è che tutte queste cose non possano evolvere durante un percorso artistico ma si può dire che comunque sono già presenti dall'inizio e riempiono da subito metà del bicchiere

Quel bicchiere infatti rimane sempre mezzo vuoto e mezzo pieno!

Più andrai avanti più scoprirai cose nuove da imparare...
Perché più sali nel tuo percorso artistico, più si allarga il tuo orizzonte.

Quando avrai studiato tutte le triadi in tutte le posizioni e rivolti, scoprirai gli accordi di settima...

ah ci sono anche quelli di nona!

non immaginavo esistessero gli accordi per quarte!

E i polichords!

Dammi retta, non c'è fine...

Ed è bello che sia così!


Jim Hall, nel suo libro "Exploring jazz guitar, racconta che prima di fare un concerto evita di ascoltare Pat Martino, un chitarrista che adora, perché la sua tecnica straordinaria lo demoralizza...

Anche il bicchiere di Jim Hall è mezzo vuoto?

Attenzione pero...

il motivo per cui ti invito a dare valore alla tua essenza di musicista, non è solo perché penso che sia sano concedere a se stessi di essere quello che si è. 

Non è solo questo, anche se sarebbe già abbastanza...:)

Il vero motivo è che questo equilibrio è funzionale sia al tuo apprendimento sia alla tua crescita artistica.

Infatti, le aree del cervello che si attivano durante lo studio e nell'attività creativa sono diverse.

L'emisfero sinistro del cervello, presiede alle attività di analisi, è attento ai dettagli, è critico...

Quello destro, presiede all'attività creativa, percepisce le cose nel loro insieme, senza preoccuparsi dei dettagli...

Tutto quello che impari (con l'emisfero sinistro) durante lo studio poi deve essere "affidato" con fiducia alla tua parte creativa (emisfero destro).


  • Quando studi confrontati con il tuo bicchiere mezzo vuoto: fallo con tenacia, serietà, pazienza, senso critico...
  • Quando suoni usa il tuo bicchiere mezzo pieno: fallo con coraggio, incoscienza, libertà, gioia...


Questo, molto schematicamente, è il processo di crescita che avviene in qualsiasi percorso artistico.

Ricorda:

  • Quando studi stai provando a suonare.
  • Quando suoni stai suonando e basta.
  • Se stai provando a suonare, in realtà non stai suonando!

Se non riconosci autorevolezza alla tua parte creativa, rischi di compromettere il meccanismo stesso della crescita artistica!

Dunque è una questione davvero molto importante. Se davvero ci tieni alla musica...

Riconosci ora il tuo bicchiere mezzo pieno!

Ti assicuro, se ami e studi la musica...

Le qualità del musicista sono già dentro di te...

Non c'è alcun dubbio:

TU SEI UN MUSICISTA!

E' un grande privilegio, onoralo e gustalo fino in fondo!

Adesso, in pratica:

Ogni volta che impari qualcosa di nuovo, una scala, una frase, un arpeggio...

Affidalo senza soggezione alla tua parte creativa:


Usalo come ti pare! Trasformalo, trasponilo ad orecchio, cambia il ritmo, l'articolazione, la dinamica...

fallo suonare!

Dopo tutto...

SEI UN MUSICISTA, SI O NO?

Allora buona musica e...

CIN CIN!




Manuel Consigli



mercoledì 3 gennaio 2018

Metti le ali al ritmo: Konnakol!!!



Konnakol (anche scritto Konokol, Konakkol) (Tamil: கொன்னக்கோல்) è l'arte di eseguire sillabe percussive vocalmente nella musica dell'India del Sud, la musica carnatica (South Indian classica), l'arte performativa delle percussioni vocali.

Molti musicisti di varie tradizioni in tutto il mondo hanno trovato konnakol utile nella loro pratica musicale. Tra questi spicca John McLaughlin, che ha diretto l'Orchestra Mahavishnu e ha usato a lungo il konnakol come aiuto alla composizione. [2] V. Selvaganesh, che interpreta al fianco di John McLaughlin nel gruppo Remember Shakti, e Ranjit Barot, che interpreta McLaughlin nel gruppo 4th Dimension, sono altri noti virtuosi di Konnakol. 



Il musicista konnakol più conosciuto su internet è il musicista danese Henrik Andersen. Ha pubblicato il bestseller book Shortcut To Nirvana (2005) e il DVD Learn Konnakol (2014). È famoso in tutto il mondo non solo per essere un maestro di konnakol, ma anche per la sua capacità di insegnare la tecnica e la teoria nel suo modo semplice. Andersen è uno studente di Trilok Gurtu (India) e Pete Lockett (Regno Unito)