martedì 13 febbraio 2018

video del giorno

lunedì 12 febbraio 2018

Video del giorno

lunedì 5 febbraio 2018

Video del giorno

domenica 4 febbraio 2018

Il mistero della sesta lezione...

Qui trovi un breve corso di 6 video- lezioni sul blues nel jazz, tenute dal grande Martin Taylor.

La prima riguarda l'aspetto armonico mentre le rimanenti trattano il tema dell'improvvisazione, con un approccio molto semplice: si parte dall'uso della scala pentatonica minore per poi integrarla progressivamente con altre note, dapprima la 6M, poi la 9M, poi la 3M, la 7M e infine tutti gli altri cromatismi di passaggio.

Nei video potrai esercitarti insieme a Martin Taylor che, dopo due giri di improvvisazione nei quali esemplifica l'argomento spiegato, ti accompagna per il tuo assolo!

Grazie Martin!

Però c'è un mistero che aleggia intorno a questo corso: la misteriosa sesta lezione...

Se ne parla da anni ma non si sa se esiste veramente. Alcuni dicono che è lì che sono nascosti i segreti più preziosi della chitarra jazz? Chissà...

Tu ne sai qualcosa?
















Grazie ad approfondite indagini di Marco, un nostro bravissimo collega chitarrista, è stato finalmente  risolto il mistero della sesta lezione.

Ecco il video!!!!


giovedì 1 febbraio 2018

Video del giorno

lunedì 29 gennaio 2018

venerdì 26 gennaio 2018

Una bella lezione di Bruce Forman

"Certo, le note degli accordi e le scale ad essi relative sono importanti, ma ciò che fa funzionare le frasi sono le note di avvicinamento, è questo il materiale mette in movimento la musica...!"

Ma non è questa la lezione più importante di questo video...

Bruce qui dice qualcosa di veramente importante!

Riesci a scoprire di cosa si tratta?


giovedì 25 gennaio 2018

Suonare in piedi...da seduti!



Ti piace di più suonare in piedi o da seduto

In effetti, sono due cose molto diverse. 

Immagino che anche a te certi brani riescano meglio in un modo piuttosto che nell'altro. 

Nelle due posizioni il corpo partecipa diversamente all'esecuzione musicale, con differente equilibriostabilitàmobilità

Da in piedi il corpo ha la possibilità di muoversi più liberamente e partecipare con il movimento al ritmo e all'espressione della musica. 

Da seduto, una diversa stabilità può essere funzionale alle esecuzioni tecnicamente più impegnative. 

In somma, ogni cosa ha i suoi pro e contro.

Sarebbe bello poter riunire in un unica posizione i vantaggi delle due posizioni, non trovi?

Suonare in piedi... da seduti

suonare seduti... da in piedi


I tre esercizi che ti propongo qui sotto, ti serviranno per imparare a suonare in piedi...da seduto! 

Sono stati studiati da Eric Franklin, un autorità mondiale nell'ambito dell'allenamento ideomotorio.

Servono ad aumentare la forza e la flessibilità da seduti e ti permetteranno di aumentare la tua mobilità durante l'esecuzione musicale, a tutto beneficio del tuo senso ritmico e della tua espressività. 

Esercizi sulla sedia

  1. Da seduti, localizza gli ischi, che si trovano alla base del bacino. Metti le mani sotto ai glutei. Sentirai la pressione delle due ossa che schiacciano le dita in modo tutt'altro che piacevole. Togli le mani e senti se il peso del corpo si distribuisce equamente su tutt'e due queste ossa.
  2. Ora spingi sulla sedia l'ischio destro con maggiore intensità rispetto al sinistro. Immagina di premere sull'argilla (la sedia) e di lasciare un'impronta. rilassa l'ischio destro e comincia a spingere con il sinistro, tenendo presente la stessa immagine. Quale delle due parti ti risulta più semplice spingere sulla sedia? Se noti una differenza è segno di uno squilibrio muscolare. Il nostro obbiettivo è avere una forza muscolare bilanciata nell'area del pavimento pelvico, ciò di cui beneficerà non solo la parte bassa della schiena ma l'intera postura.
  3. Cerca di camminare sulla sedia con gli ischi. Eseguirai meglio l'esercizio usando una sedia con superficie piatta e rigida. Immagina di compiere lo stesso movimento che fai quando cammini con i piedi. Mentre un ischio spinge sulla sedia, l'altro si allunga in avanti (vedi illustrazione). Prova anche a spostarti all'indietro. Tutto ciò è possibile perché l'azione del camminare è guidata in gran parte da un movimento di torsione  della colonna vertebrale  e non solo dal movimento delle gambe.


Immagine tratta da "il corpo e l'energia" di Eric Franklin


Ora goditi il video qui sotto e osserva come si muovono questi due grandi chitarristi e performer, sono certo che ne potrai trarre molto!

Stay in tune!

 Manuel Consigli








martedì 23 gennaio 2018

Bruce Forman

Biografia







lunedì 22 gennaio 2018

Sei un musicista, si o no? Decidilo ora!


Sei un musicista, si o no?

Se ancora non ti sei dato una risposta a questa domanda, 
continua a leggere...

perché forse il momento di deciderlo...

è arrivato!

A differenza di ciò che accade in altre professioni, per un musicista il momento della formazione non finisce mai.

In quanto musicista continui sempre a studiare, per mantenere o migliorare la tecnica, per imparare nuovi repertori, per sperimentare e cercare nuove strade espressive...

Ma allora, quando si può dire che da studente di musica diventi finalmente un musicista?

Quando hai ottenuto un diploma?
Quando cominci a guadagnare con la musica?
Quando cominci a suonare in pubblico?

Forse ciascuna di queste risposte ha qualcosa di vero ma nessuna esaurisce del tutto l'argomento.


Hai presente la vecchia storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno?

Ecco, penso che rappresenti molto bene la situazione di chi, come noi, ama e studia la musica per tutta la vita.

Come studente devi confrontarti quotidianamente con la metà vuota del bicchiere. 

Lo devi fare con onestà, serietà e impegno, perché queste sono condizioni necessarie al tuo progresso.

A volte può essere faticoso confrontarsi con i propri limiti e a volte può dare un senso di vertigine l'enormità di quello che ancora abbiamo da imparare...

Ma c'è qualcosa che stranamente sembra ancora più difficile:

cioè confrontarsi onestamente con quella metà del bicchiere che è già piena!

Forse penserai che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza...

E a molti succede di non concedere alla metà mezza piena di esprimersi come potrebbe.

La consapevolezza dei propri limiti, l'eccesso di perfezionismo, la timidezza, la paura del giudizio portano facilmente a vivere in modo squilibrato il dualismo "bicchiere mezzo pieno- mezzo vuoto".

Chi si trova in questa situazione di solito si sente più a suo agio nel definirsi studente di musica anziché musicista

Se ti sei riconosciuto in questa condizione, voglio metterti in guardia:

Stai rischiando seriamente di non diventare mai un musicista!


Pensi che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza?

Ti assicuro...

NON é vero!

Ho visto bambini esprimere una grande saggezza musicale già al loro primo contatto con uno strumento.

In oltre venti anni di insegnamento non ho mai incontrato un allievo che non avesse già un proprio stile, gusto, tocco, senso ritmico e melodico, una propria sensibilità musicale e espressività.

Non è che tutte queste cose non possano evolvere durante un percorso artistico ma si può dire che comunque sono già presenti dall'inizio e riempiono da subito metà del bicchiere

Quel bicchiere infatti rimane sempre mezzo vuoto e mezzo pieno!

Più andrai avanti più scoprirai cose nuove da imparare...
Perché più sali nel tuo percorso artistico, più si allarga il tuo orizzonte.

Quando avrai studiato tutte le triadi in tutte le posizioni e rivolti, scoprirai gli accordi di settima...

ah ci sono anche quelli di nona!

non immaginavo esistessero gli accordi per quarte!

E i polichords!

Dammi retta, non c'è fine...

Ed è bello che sia così!


Jim Hall, nel suo libro "Exploring jazz guitar, racconta che prima di fare un concerto evita di ascoltare Pat Martino, un chitarrista che adora, perché la sua tecnica straordinaria lo demoralizza...

Anche il bicchiere di Jim Hall è mezzo vuoto?

Attenzione pero...

il motivo per cui ti invito a dare valore alla tua essenza di musicista, non è solo perché penso che sia sano concedere a se stessi di essere quello che si è. 

Non è solo questo, anche se sarebbe già abbastanza...:)

Il vero motivo è che questo equilibrio è funzionale sia al tuo apprendimento sia alla tua crescita artistica.

Infatti, le aree del cervello che si attivano durante lo studio e nell'attività creativa sono diverse.

L'emisfero sinistro del cervello, presiede alle attività di analisi, è attento ai dettagli, è critico...

Quello destro, presiede all'attività creativa, percepisce le cose nel loro insieme, senza preoccuparsi dei dettagli...

Tutto quello che impari (con l'emisfero sinistro) durante lo studio poi deve essere "affidato" con fiducia alla tua parte creativa (emisfero destro).


  • Quando studi confrontati con il tuo bicchiere mezzo vuoto: fallo con tenacia, serietà, pazienza, senso critico...
  • Quando suoni usa il tuo bicchiere mezzo pieno: fallo con coraggio, incoscienza, libertà, gioia...


Questo, molto schematicamente, è il processo di crescita che avviene in qualsiasi percorso artistico.

Ricorda:

  • Quando studi stai provando a suonare.
  • Quando suoni stai suonando e basta.
  • Se stai provando a suonare, in realtà non stai suonando!

Se non riconosci autorevolezza alla tua parte creativa, rischi di compromettere il meccanismo stesso della crescita artistica!

Dunque è una questione davvero molto importante. Se davvero ci tieni alla musica...

Riconosci ora il tuo bicchiere mezzo pieno!

Ti assicuro, se ami e studi la musica...

Le qualità del musicista sono già dentro di te...

Non c'è alcun dubbio:

TU SEI UN MUSICISTA!

E' un grande privilegio, onoralo e gustalo fino in fondo!

Adesso, in pratica:

Ogni volta che impari qualcosa di nuovo, una scala, una frase, un arpeggio...

Affidalo senza soggezione alla tua parte creativa:


Usalo come ti pare! Trasformalo, trasponilo ad orecchio, cambia il ritmo, l'articolazione, la dinamica...

fallo suonare!

Dopo tutto...

SEI UN MUSICISTA, SI O NO?

Allora buona musica e...

CIN CIN!




Manuel Consigli

Analisi armonica: Solar

Con questo video dedicato all'analisi di Solar (Miles Davisi) continua il percorso di armonia funzionale su www.laviadellachitarrajazz.com. 

Buona visione e buona musica!

Manuel Consigli

P.S.

Il tuo feed-back per me è prezioso, per favore lascia un commento!

Grazie!!!

mercoledì 3 gennaio 2018

Metti le ali al ritmo: Konnakol!!!



Konnakol (anche scritto Konokol, Konakkol) (Tamil: கொன்னக்கோல்) è l'arte di eseguire sillabe percussive vocalmente nella musica dell'India del Sud, la musica carnatica (South Indian classica), l'arte performativa delle percussioni vocali.

Molti musicisti di varie tradizioni in tutto il mondo hanno trovato konnakol utile nella loro pratica musicale. Tra questi spicca John McLaughlin, che ha diretto l'Orchestra Mahavishnu e ha usato a lungo il konnakol come aiuto alla composizione. [2] V. Selvaganesh, che interpreta al fianco di John McLaughlin nel gruppo Remember Shakti, e Ranjit Barot, che interpreta McLaughlin nel gruppo 4th Dimension, sono altri noti virtuosi di Konnakol. 



Il musicista konnakol più conosciuto su internet è il musicista danese Henrik Andersen. Ha pubblicato il bestseller book Shortcut To Nirvana (2005) e il DVD Learn Konnakol (2014). È famoso in tutto il mondo non solo per essere un maestro di konnakol, ma anche per la sua capacità di insegnare la tecnica e la teoria nel suo modo semplice. Andersen è uno studente di Trilok Gurtu (India) e Pete Lockett (Regno Unito)