mercoledì 31 maggio 2017

Le 5 chiavi della percezione ritmica: introduzione




Ti sarà senz’altro capitato di sentir frasi del tipo: 

”quel tal musicista ha un senso ritmico innato” 

oppure

“lo swing non si può imparare, o uno ce l’ha…” 


Se sei fra quelli che pensano di non essere tra i pochi baciati dalla fortuna c’è una buona notizia per te!

Ma prima voglio cercare di spiegarti l’origine di questa credenza.

Il ritmo ha due componenti molto diverse fra loro, quasi fossero le due facce opposte della stessa medaglia.

La prima è la componente logico-simbolica, fatta di relazioni matematiche e simboli grafici.

La seconda è la componente fisica, fatta di movimento, di corpo e di un istinto, che affonda le sue radici nelle manifestazioni più arcaiche dell’espressione dell’uomo.

Mentre la componente logico-simbolica è sempre stata oggetto di studio nella didattica musicale occidentale, la seconda, quella più legata al corpo, è stata molto trascurata, probabilmente per il predominio culturale del pensiero scientifico e della morale cattolica.

Il risultato è che le abilità ritmiche del musicista solo di rado sono coltivate fino in fondo, restando prerogativa di pochi musicisti particolarmente dotati di una naturale predisposizione psico-fisica.

La verità è che, anche se è importante la comprensione degli aspetti logico-matematici del ritmo, nella pratica il ritmo deve essere “sentito” e lo strumento al quale è affidato questo compito non è la nostra mente ma è il nostro corpo.

Ecco dunque la buona notizia:

chiunque può sviluppare pienamente un preciso, naturale e comunicativo e pienamente soddisfacente senso del ritmo!

Se vuoi raggiungere questo obbiettivo, però, dovrai fare un lavoro sul tuo corpo.

Così come lo studio degli aspetti logici del ritmo ha bisogno della comprensione delle relazioni matematiche e dei simboli grafici, lo studio della percezione del ritmo passa attraverso diversi tipi di esperienze fisiche.

Prima di entrare nello specifico voglio fare una premessa generale sul carattere di questo tipo di lavoro.

Tutto quello che ti serve per raggiungere i tuoi obbiettivi è già dentro di te!

Il ritmo non è solo una componente della musica, è prima di tutto una condizione esistenziale dell’essere umano.

Prima ancora di essere venuto al mondo hai ascoltato per nove mesi il “beat” del cuore di tua madre!

Il mondo in cui sei venuto alla luce è un mondo ritmico, pensa a queste cose:

L’alternanza del giorno e della notte...

Delle stagioni...

Delle fasi lunari...

Le onde del mare che si susseguono sul bagnasciuga...

Il tuo stesso respiro

E ancora…

I semafori, verde, giallo, rosso, verde…

Il tergicristallo che si muove sul parabrezza...

Tutto intorno e dentro di noi avviene ritmicamente.

Il ritmo è presente anche in ogni forma d’arte:

in un quadro, in un romanzo, in un film…

perfino l’architettura è ritmica:

pensa al ritmo del colonnato di un tempio greco, pensa alla forza espressiva di un arco di una chiesa o alla pianta stessa di una città…

È molto importante essere consapevoli che il ritmo non è un’abilità da apprendere.

Il ritmo è la tua natura, è il tuo ambiente, è già dentro di te!

Nei prossimi post dal titolo "Le chiavi della percezione ritmica" vedremo quali sono le esperienze fisiche che possono portarti al pieno sviluppo del tuo potenziale ritmico.

Stay in tune!

Manuel Consigli




lunedì 29 maggio 2017

Come organizzare lo studio della chitarra jazz: 6 consigli preliminari






"Writing Music" by Grant Cochrane

1) Un ambiente tranquillo

Se ti è possibile organizzati un ambiente dedicato allo studio. 

Meglio se luminoso e ben areato, dove tenere il tuo strumento e avere a portata di mano il materiale che ti serve per studiare: i dischi, le basi, un registratore, una loop station, i tuoi libri, quaderni di musica, matita, gomma ecc.  

Evita di interrompere lo studio per procurarti quello che ti serve!



2) Assicurati di non essere disturbato


Le interruzioni durante lo studio ti fanno perdere un sacco di tempo

Raggiungere la concentrazione ottimale richiede tempo e fatica, non lasciare che una chiamata al cellulare, una mail ecc. vanifichino i tuoi sforzi, costringendoti a ricominciare da capo! 

Informa i tuoi famigliari che per quell’intervallo di tempo sei impegnato e non vuoi essere disturbato, se necessario, rassicurali  che quando avrai finito sarai completamente disponibile.

Spegni il cellulare, la posta elettronica, skype e qualunque dispositivo che possa irrompere nel tuo spazio dedicato allo studio!


3) Scegli obbiettivi commisurati al tempo a disposizione

Prima di iniziare decidi quale sarà l’obbiettivo della tua sessione di studio. 

È molto importante per vivere con serenità il tuo percorso artistico e di studio, riporre lo strumento con un senso di soddisfazione.

Cerca quindi di essere realistico nella scelta dei tuoi obiettivi.  Se hai a disposizione mezz’ora non ti proporre di imparare a suonare il tema di Donna Lee a 330bpm di metronomo. Piuttosto decidi di imparare le prime 4 misure!


4) Rilassati

È scientificamente provato che l’apprendimento migliora quando si è rilassati

Prima di iniziare a studiare dedica quindi qualche minuto al rilassamento: concentrati sulla tua respirazione, ascolta semplicemente il tuo respiro per qualche minuto. 

Fai qualche esercizio di visualizzazione, ad esempio immaginando di essere in un luogo tranquillo e piacevole.



5) Riscalda il corpo e attiva il senso propriocettivo

Se hai svolto un’attività sedentaria, prima di studiare riscalda il corpo per qualche minuto con un’attività fisica volta a migliorare la flessibilità e la consapevolezza corporea (ad es. lo stretching).

Preparerai in questo modo i tuoi muscoli all’esecuzione musicale e riuscirai a individuare eventuali tensioni muscolari che possono ostacolare lo studio e eviterai il rischio di infiammazioni.



6) Riscaldati sullo strumento

Inizia la tua sessione di studio con facili esercizi di riscaldamento e aumenta molto gradualmente la complessità dal punto di vista muscolare e articolare.

Un ottimo esercizio di riscaldamento può essere fare per qualche minuto una improvvisazione libera a note singole e aumentare gradualmente la complessità esecutiva, aggiungendo  intervalli, triadi, accordi di settima ecc.

La libera improvvisazione oltre a riscaldare i muscoli ti aiuta a focalizzare l’attenzione sul suono, preparandoti in questo modo all’attività musicale.


To be continued, stay in tune!



Manuel Consigli


sabato 27 maggio 2017

Gli accordi per quarte e la scala blues

Un modo molto semplice ed efficace per iniziare a usare gli accordi per quarte è quello di armonizzare la scala blues.

Puoi imparare questa bellissima tecnica armonica guardando questo video:









https://armoniafunzionale.it/3rd7yrhncxopdhn9/

domenica 21 maggio 2017

Joe Pass

Biografia e Discografia

 




venerdì 19 maggio 2017

Analisi armonica- Someday my prince will come



"Someday my prince will come" è un valzer lento tratto dalla colonna sonora dei film di Walt Disney Biancaneve e Cenerentola,

Franco Cerri e Filippo Daccò



Con Filippo Daccò ci s'incontrava a casa mia o a casa sua per suonare insieme.  A turno ci si accompagnava o s'improvvisava. Avevamo una grande stima l'uno per l'altro: lui ammirava la mia istintiva musicalità, la naturale facilità sulla chitarra ed io la sua padronanza dello strumento, la profondità e la raffinatezza nel fraseggio.

Di fronte alla sua enorme conoscenza della musica, io che ero totalmente autodidatta mi sentivo piccolo piccolo.
Il Jazz l'ho imparato dai dischi che arrivavano da oltreoceano, ascoltando quello che l'America suggeriva da lontano. Tuttora, sento un debito di riconoscenza verso questo paese così generoso musicalmente.
Poi, io e Filippo Daccò, ci siamo un po' persi di vista.

Lui era molto richiesto come chitarrista e negli anni divenne un insegnante straordinario, un punto di riferimento per tantissimi musicisti che oggi sono apprezzati in Italia e all'estero. 

Era un maestro generoso, di quelli che non hanno segreti. Sapeva, infatti, che l'apprendimento è l'incontro tra la conoscenza e la sensibilità individuale e produce sempre un risultato originale.
Io, intanto, sempre accompagnato dalla mia timidezza, ho avuto modo di suonare con i più grandi musicisti. Ricordo nottate intere a suonare con Jim Hall e George Benson; ricordo i concerti con Barney Kessel...
Ma nella musica ho sempre cercato l'uomo e se l'uomo non mi piaceva cambiavo idea anche sulla sua musica.
Su Filippo Daccò non ho mai cambiato idea: dietro alla sua apparente durezza era un uomo estremamente sensibile . E' stato un grande musicista ma anche un amico e un "vero signore". 
Franco Cerri

Billy Bauer

Biografia e discografia








giovedì 18 maggio 2017

Analisi armonica: Solar

Con questo video dedicato all'analisi di Solar (Miles Davisi) continua il percorso di armonia funzionale su www.laviadellachitarrajazz.com. 

Buona visione e buona musica!

Manuel Consigli

P.S.

Il tuo feed-back per me è prezioso, per favore lascia un commento!

Grazie!!!

mercoledì 17 maggio 2017

Analisi armonica: Blue Bossa

Continuiamo il nostro percorso di armonia funzionale con l'analisi dello standard Blue Bossa, un brano semplice e adatto per iniziare a studiare l'improvvisazione nel jazz.

Buona musica!


Manuel Consigli








Un assolo da antologia: Miles Davis in “So What” (di Mauro Bazzini)




Kind of Blue: un punto di non ritorno

“So What” è la traccia che apre l’album “Kind of Blue”, l’album di jazz più venduto della storia; è probabilmente, insieme ad “All Blues”, il brano più famoso ed eseguito dell’intera produzione di Davis e deve il suo titolo ad un intercalare utilizzato dallo stesso musicista. Una delle ipotesi a riguardo, infatti, è quella secondo cui la figurazione ritmica delle parti di piano e dei fiati in risposta al tema esposto dal contrabbasso, suggerisca proprio l’espressione “Sooo What” nella tipica inflessione Davisiana.

martedì 16 maggio 2017

Charlie Christian

Biografia e discografia





domenica 7 maggio 2017

Video del giorno