lunedì 23 ottobre 2017

Stage di improvvisazione jazz "VOCAL SCAT"

Cosa c'entra il "VOCAL SCAT" con la chitarra jazz?

Non saprei...

Chiedetelo a George benson!!! 😜





Liberare il flusso ritmico ed esprimerlo attraverso la vocalità è il modo più efficace per portare swing nelle tue improvvisazioni sulla chitarra!

Non ti perdere questa preziosa occasione!!!


lunedì 16 ottobre 2017

video del giorno

mercoledì 27 settembre 2017

Chord Melody Masterclass- Prelude to a kiss







Sono rimasti gli ultimi 5 posti liberi per 


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Le iscrizioni terminano il 30 Settembre...

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sabato 23 settembre 2017

Il "Ponticello Magico" di Jerry Carboni

Conosco Jerry da più di trent’anni, lui già suonava la chitarra. Era uno dei pochi che conosceva molti brani e che riusciva a tirare giù ad orecchio con sorprendente velocità. Un orecchio sensibile che se da una parte gli consentiva di imparare in fretta dall’altra… c’era sempre qualcosa che non andava. 

La chitarra non rispondeva all’intonazione desiderata e questo a lungo andare diventò in qualche modo un ossessione. 
Te lo trovavi tra un pezzo e l’altro a smanettare con un cacciavite sulle sellette del ponte della sua elettrica costringendo il gruppo a pause non previste. un lavoro di micro carpenteria che alla fine porto i risultati desiderati. 

Quando poi il problema dell’intonazione emerse in modo ancora più evidente sulle chitarre acustiche, semiacustiche e classiche, scoprì che doveva applicare lo stesso criterio di geometrie lineari adottato sui ponti dell’elettriche. Avrebbe dovuto quindi dotarsi di strumenti idonei, tipo lime e morsetti e intervenire così sulle diagonali del ponte, così come sul capotasto che richiedeva la giusta spaziatura e l’adeguato appoggio.

Per farla breve, un giorno me lo ritrovai a casa sua tra pezzi di ossa sbiancate, mola professionale per taglio di precisione e un infinità di attrezzi minuscoli, polvere bianca ovunque. Lo studio richiedeva continui esperimenti alla ricerca del ponte perfetto e richiedeva anche una quantità tale di materia prima, che Jerry, ormai sulle spese, fini per prendere solidi accordi con il macellaio sotto casa sua.  Anche qui la ricerca non tardò a rivelare i suoi frutti. Gli amici che per anni non credevano, non capivano o ai tempi non sentivano iniziarono da prima ad implorare timidamente le sue attenzioni per poi farsi sempre più insistenti. Quindi scopri il segreto? Credo di si. 


Stefano Iaccheo
(Artista e chitarrista professionista)


martedì 19 settembre 2017

TUTORIAL di "Quando" di Pino Daniele



Ecco, nel video qui sotto, un breve video didattico del mio arrangiamento per chitarra sola di "Quando". 
Non è un vero e proprio tutorial ma semplicemente suono il brano molto lentamente in modo che possiate vedere bene i movimenti delle mani per impararlo.

Buon divertimento!

Manuel




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domenica 17 settembre 2017

Chord Melody Masterclass: "Quando" di Pino Daniele

Questo è solo un esempio di quello che potrai imparare a fare frequentando


Le tecniche che imparerai ti potranno servire non solo per arrangiare gli standard del jazz ma qualunque brano dei tuoi autori preferiti!




C'è ancora qualche posto libero per 


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sabato 16 settembre 2017

I poliritmi nell'improvvisazione: 10 esempi


Come si fa a creare tensione ritmica durante un'improvvisazione?

Semplice: usando i POLIRITMI!!!!

Se non sai cosa sono i poliritmi, leggi l'articolo "I poliritmi e la modulazione ritmica", lo trovi QUI.

In questo breve video puoi ascoltare e vedere 10 esempi dell'uso di frasi poliritmiche nell'improvvisazione.

Gli esempi sono suonati su Sunny, un brano in La minore ma "solare", che si presta particolarmente all'uso di questa tecnica ritmica, che qui ho usato sulla pentatatonica di La, più e più volte, allo scopo di dimostrarne l'applicazione.

La base su cui suono è su youtube, insieme ad altre più lente che puoi utilizzare per esercitarti.

Buon ascolto e buona musica!

P.S. 

Ti ringrazio di cuore se lasci un tuo commento!

 

Ne approfitto per segnalarti che sono ancora disponibili gli ultimi posti per...



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domenica 10 settembre 2017

Trasforma la tua chitarra in un'orchestra!


Se ami le sonorità raffinate dei grandi chitarristi jazz, come Joe Pass, Barney Kessell, Jim Hall, Wes Montgomery… E desideri imparare davvero l’arte dell’arrangiamento per chitarra… 

Vai al link qui sotto: 

Potrebbe essere per te un’occasione davvero unica e preziosa!








lunedì 28 agosto 2017

Video del giorno

venerdì 25 agosto 2017

Video del giorno

mercoledì 23 agosto 2017

martedì 8 agosto 2017

Video del giorno

domenica 6 agosto 2017

Nuages- chord melody

Ecco un nuovo video per la serie "Appunti di arrangiamento per chitarra".

Questo è un facile arrangiamento di Nuages, un celebre e bellissimo brano di Django Reinhardt.

Puoi impararlo seguendo il video qui sotto, dove lo eseguo piano piano...

Se ti piace lascia un tuo commento!!!

Buona visione!



 Stay in tune!

Manuel

sabato 5 agosto 2017

Video del giorno

giovedì 3 agosto 2017

martedì 18 luglio 2017

Video del giorno

sabato 1 luglio 2017

Video del giorno

giovedì 1 giugno 2017

Le 5 chiavi della percezione ritmica: flessibilità e swing




A volte le parole raccontano di più di quello che si pensi. Soprattutto quando sono molto usate si tende a non fare più caso al loro significato.

Siamo ad esempio abituati a utilizzare la parola "swing" per indicare quel tipo di andamento ritmico o di pronuncia che caratterizza il linguaggio del Jazz.

Il vero significato della parola “swing” però ci indica generosamente una delle chiavi per esprimere quel tipo di andamento ritmico.

 In inglese il verbo “to swing” significa infatti “dondolare”, “oscillare”.

Verbi che indicano un particolare tipo di movimento, quello reso possibile da una specifica qualità dei corpi: la flessibilità.

Ecco dunque, la flessibilità è una delle chiavi per la percezione e l’espressione del ritmo.

Se osservi suonare i grandi batteristi come Elvin Jones, Jack De Johnette, Roy Haynes, Tony Williams, Art Blakey, Billy Higgins ecc. ti puoi accorgere di quanta flessibilità sono dotati i loro movimenti. 


La flessibilità che caratterizza i loro movimenti non è limitata agli arti coinvolti nell’esecuzione ma è una qualità visibilmente presente in tutto il corpo.

Se vuoi migliorare il tuo senso ritmico devi migliorare la tua flessibilità.

Ma come si fa a migliorare la flessibilità?

Vedremo fra poco come procedere nella pratica ma prima di tutto è bene che tu sappia che tutto dipende dalla qualità della consapevolezza del tuo corpo e dei tuoi movimenti.

Essere consapevoli del proprio corpo e dei propri movimenti non è del tutto naturale. Possiamo dire anzi che in un certo senso la natura ha fatto in modo che questa consapevolezza sia possibile solo come risultato di un atto cosciente di volontà. 

Quest’apparente “svista” della nostra storia evolutiva ha in realtà le sue ragioni: se fossimo sempre consapevoli del nostro corpo, la mente sarebbe letteralmente invasa da informazioni per lo più inutili, che andrebbero a disturbare la nostra interazione con l’ambiente che ci circonda.

Pensa ad esempio se, sollevando una matita, la tua attenzione fosse disturbata dalla percezione del peso del tuo stesso braccio!
Anche se le nostre braccia pesano molto di più una matita, alla nostra mente arriva solo l’informazione che riguarda il peso di quell’oggetto, perché quella è l’informazione di cui la nostra mente ha bisogno in quel momento.

D’altra parte la natura ci ha dotato di strumenti che ci aiutano a riconquistare quotidianamente la consapevolezza corporea, come ad esempio la pandiculazione, ovvero l’atto di stirarsi che quasi sempre si accompagna al gesto dello sbadiglio, nell’essere umano come in tutti i mammiferi.




Stirarsi è un gesto arcaico che ripristina una naturale percezione corporea e tono muscolare, attraverso una contrazione che attraversa tutto il corpo come un’onda benefica.

Purtroppo ci hanno insegnato che non è “educato” farlo in pubblico ma ti consiglio di riscoprire la bellezza di questo gesto ripetendolo più volte al giorno e, soprattutto, prima di suonare!

Dunque possiamo dire che la consapevolezza corporea è il nostro principale strumento per aumentare la flessibilità. 

Riuscire a seguire i cambiamenti di posizione  del corpo con una sorta di occhio interiore migliora la qualità dei movimenti e aumenta il controllo del nostro sistema nervoso: il cervello infatti acquisisce in questo modo informazioni precise e impartisce di conseguenza ordini più dettagliati sui movimenti da compiere.

Questo in sintesi è il processo che si mette in atto quando cerchiamo di acquisire lo schema motorio di una qualsiasi nuova tecnica strumentale.

La flessibilità è il risultato di una precisa attivazione dei muscoli coinvolti in un determinato movimento e del simultaneo rilassamento di quelli non direttamente coinvolti nel movimento stesso.

Nella pratica, se vuoi aumentare la tua flessibilità, devi per prima cosa focalizzare la tua attenzione sulle parti del corpo che sono più flessibili, vale a dire le articolazioni.

Un’articolazione è, in parole povere, lo spazio presente fra due ossa. Questo spazio è pieno di un liquido lubrificante, il liquido sinoviale, che permette un naturale scivolamento di due ossa ricoperte di cartilagine.
Si ha flessibilità articolare quando due ossa vicine sono in grado di scivolare in direzione opposta l’una rispetto all’altra. Attraverso questo scivolamento il liquido sinoviale si distribuisce sulla cartilagine preservando così la salute delle articolazioni.

La prima cosa da fare dunque è portare l’attenzione alle articolazioni e alla flessibilità naturale che caratterizza i movimenti articolari.

Una volta raggiunta una chiara percezione interna di queste parti del corpo, dovrai cercare di allargare la tua percezione alle zone limitrofe, cercando di sentire come il movimento articolare si trasmette dal suo punto di origine alle vicine parti del corpo.

Questo percorso percettivo dal punto di origine del movimento alle parti circostanti può essere visualizzato come un’onda prodotta da un sasso gettato nell’acqua.  Attraverso questo percorso percettivo la flessibilità si trasmette dalle articolazioni a tutto il corpo.

Prova adesso a fare questo semplice esercizio tratto da “Il corpo e l’energia” di Eric Franklin

Oscillazione del braccio

1.     Durante questo esercizio, fai oscillare il braccio destro avanti e indietro, senza fermarti: Per preima cosa immagina che l’oscillazione del braccio parta dall’articolazione della spalla. Il movimento del braccio parte da lì, dalla spalla.
2.     Ora immagina che l’oscillazione del braccio sia accompagnata anche dal movimento della scapola e della clavicola. La scapola scivola delicatamente sul torace.
3.     Immagina che l’oscillazione del braccio sia resa possibile anche grazie al movimento elastico del torace. Il torace aiuta a rendere possibile questo movimento.
4.     Immagina che l’oscillazione del braccio sia anche il risultato dello scivolamento dei polmoni all’interno del torace. I polmoni sono come delle spugne che favoriscono dall’interno la realizzazione di un movimento ancora più completo. Respira in modo rilassato.
5.     Immagina ora che l’oscillazione del braccio sia resa possibile dalla colonna vertebrale. Anche la colonna vertebrale favorisce l’oscillazione.
6.     Lascia che l’oscillazione del braccio si arresti in modo naturale e metti a confronto la sensazione di rilassamento che avverti nella spalla destra e in quella sinistra. Stendi in avanti e braccia e confrontane la lunghezza.
7.     Ripeti lo stesso esercizio usando il lato sinistro del corpo.

A questo punto lascio a te sperimentare l'impatto enorme che questo "lavoro" sulla flessibilità può avere sulle tue abilità tecnico-strumentali e sulla percezione ed espressione del ritmo.


Ti saluto con questo video di Stochelo Rosemberg, il "polso più flessibile" del Gypsy Jazz!


Stay in tune!
Manuel Consigli








mercoledì 31 maggio 2017

Le 5 chiavi della percezione ritmica: introduzione




Ti sarà senz’altro capitato di sentir frasi del tipo: 

”quel tal musicista ha un senso ritmico innato” 

oppure

“lo swing non si può imparare, o uno ce l’ha…” 


Se sei fra quelli che pensano di non essere tra i pochi baciati dalla fortuna c’è una buona notizia per te!

Ma prima voglio cercare di spiegarti l’origine di questa credenza.

Il ritmo ha due componenti molto diverse fra loro, quasi fossero le due facce opposte della stessa medaglia.

La prima è la componente logico-simbolica, fatta di relazioni matematiche e simboli grafici.

La seconda è la componente fisica, fatta di movimento, di corpo e di un istinto, che affonda le sue radici nelle manifestazioni più arcaiche dell’espressione dell’uomo.

Mentre la componente logico-simbolica è sempre stata oggetto di studio nella didattica musicale occidentale, la seconda, quella più legata al corpo, è stata molto trascurata, probabilmente per il predominio culturale del pensiero scientifico e della morale cattolica.

Il risultato è che le abilità ritmiche del musicista solo di rado sono coltivate fino in fondo, restando prerogativa di pochi musicisti particolarmente dotati di una naturale predisposizione psico-fisica.

La verità è che, anche se è importante la comprensione degli aspetti logico-matematici del ritmo, nella pratica il ritmo deve essere “sentito” e lo strumento al quale è affidato questo compito non è la nostra mente ma è il nostro corpo.

Ecco dunque la buona notizia:

chiunque può sviluppare pienamente un preciso, naturale e comunicativo e pienamente soddisfacente senso del ritmo!

Se vuoi raggiungere questo obbiettivo, però, dovrai fare un lavoro sul tuo corpo.

Così come lo studio degli aspetti logici del ritmo ha bisogno della comprensione delle relazioni matematiche e dei simboli grafici, lo studio della percezione del ritmo passa attraverso diversi tipi di esperienze fisiche.

Prima di entrare nello specifico voglio fare una premessa generale sul carattere di questo tipo di lavoro.

Tutto quello che ti serve per raggiungere i tuoi obbiettivi è già dentro di te!

Il ritmo non è solo una componente della musica, è prima di tutto una condizione esistenziale dell’essere umano.

Prima ancora di essere venuto al mondo hai ascoltato per nove mesi il “beat” del cuore di tua madre!

Il mondo in cui sei venuto alla luce è un mondo ritmico, pensa a queste cose:

L’alternanza del giorno e della notte...

Delle stagioni...

Delle fasi lunari...

Le onde del mare che si susseguono sul bagnasciuga...

Il tuo stesso respiro

E ancora…

I semafori, verde, giallo, rosso, verde…

Il tergicristallo che si muove sul parabrezza...

Tutto intorno e dentro di noi avviene ritmicamente.

Il ritmo è presente anche in ogni forma d’arte:

in un quadro, in un romanzo, in un film…

perfino l’architettura è ritmica:

pensa al ritmo del colonnato di un tempio greco, pensa alla forza espressiva di un arco di una chiesa o alla pianta stessa di una città…

È molto importante essere consapevoli che il ritmo non è un’abilità da apprendere.

Il ritmo è la tua natura, è il tuo ambiente, è già dentro di te!

Nei prossimi post dal titolo "Le chiavi della percezione ritmica" vedremo quali sono le esperienze fisiche che possono portarti al pieno sviluppo del tuo potenziale ritmico.

Stay in tune!

Manuel Consigli




lunedì 29 maggio 2017

Come organizzare lo studio della chitarra jazz: 6 consigli preliminari






"Writing Music" by Grant Cochrane

1) Un ambiente tranquillo

Se ti è possibile organizzati un ambiente dedicato allo studio. 

Meglio se luminoso e ben areato, dove tenere il tuo strumento e avere a portata di mano il materiale che ti serve per studiare: i dischi, le basi, un registratore, una loop station, i tuoi libri, quaderni di musica, matita, gomma ecc.  

Evita di interrompere lo studio per procurarti quello che ti serve!



2) Assicurati di non essere disturbato


Le interruzioni durante lo studio ti fanno perdere un sacco di tempo

Raggiungere la concentrazione ottimale richiede tempo e fatica, non lasciare che una chiamata al cellulare, una mail ecc. vanifichino i tuoi sforzi, costringendoti a ricominciare da capo! 

Informa i tuoi famigliari che per quell’intervallo di tempo sei impegnato e non vuoi essere disturbato, se necessario, rassicurali  che quando avrai finito sarai completamente disponibile.

Spegni il cellulare, la posta elettronica, skype e qualunque dispositivo che possa irrompere nel tuo spazio dedicato allo studio!


3) Scegli obbiettivi commisurati al tempo a disposizione

Prima di iniziare decidi quale sarà l’obbiettivo della tua sessione di studio. 

È molto importante per vivere con serenità il tuo percorso artistico e di studio, riporre lo strumento con un senso di soddisfazione.

Cerca quindi di essere realistico nella scelta dei tuoi obiettivi.  Se hai a disposizione mezz’ora non ti proporre di imparare a suonare il tema di Donna Lee a 330bpm di metronomo. Piuttosto decidi di imparare le prime 4 misure!


4) Rilassati

È scientificamente provato che l’apprendimento migliora quando si è rilassati

Prima di iniziare a studiare dedica quindi qualche minuto al rilassamento: concentrati sulla tua respirazione, ascolta semplicemente il tuo respiro per qualche minuto. 

Fai qualche esercizio di visualizzazione, ad esempio immaginando di essere in un luogo tranquillo e piacevole.



5) Riscalda il corpo e attiva il senso propriocettivo

Se hai svolto un’attività sedentaria, prima di studiare riscalda il corpo per qualche minuto con un’attività fisica volta a migliorare la flessibilità e la consapevolezza corporea (ad es. lo stretching).

Preparerai in questo modo i tuoi muscoli all’esecuzione musicale e riuscirai a individuare eventuali tensioni muscolari che possono ostacolare lo studio e eviterai il rischio di infiammazioni.



6) Riscaldati sullo strumento

Inizia la tua sessione di studio con facili esercizi di riscaldamento e aumenta molto gradualmente la complessità dal punto di vista muscolare e articolare.

Un ottimo esercizio di riscaldamento può essere fare per qualche minuto una improvvisazione libera a note singole e aumentare gradualmente la complessità esecutiva, aggiungendo  intervalli, triadi, accordi di settima ecc.

La libera improvvisazione oltre a riscaldare i muscoli ti aiuta a focalizzare l’attenzione sul suono, preparandoti in questo modo all’attività musicale.


To be continued, stay in tune!



Manuel Consigli


sabato 27 maggio 2017

Gli accordi per quarte e la scala blues

Un modo molto semplice ed efficace per iniziare a usare gli accordi per quarte è quello di armonizzare la scala blues.

Puoi imparare questa bellissima tecnica armonica guardando questo video:









https://armoniafunzionale.it/3rd7yrhncxopdhn9/

domenica 21 maggio 2017

Joe Pass

Biografia e Discografia

 




venerdì 19 maggio 2017

Analisi armonica- Someday my prince will come



"Someday my prince will come" è un valzer lento tratto dalla colonna sonora dei film di Walt Disney Biancaneve e Cenerentola,

Franco Cerri e Filippo Daccò



Con Filippo Daccò ci s'incontrava a casa mia o a casa sua per suonare insieme.  A turno ci si accompagnava o s'improvvisava. Avevamo una grande stima l'uno per l'altro: lui ammirava la mia istintiva musicalità, la naturale facilità sulla chitarra ed io la sua padronanza dello strumento, la profondità e la raffinatezza nel fraseggio.

Di fronte alla sua enorme conoscenza della musica, io che ero totalmente autodidatta mi sentivo piccolo piccolo.
Il Jazz l'ho imparato dai dischi che arrivavano da oltreoceano, ascoltando quello che l'America suggeriva da lontano. Tuttora, sento un debito di riconoscenza verso questo paese così generoso musicalmente.
Poi, io e Filippo Daccò, ci siamo un po' persi di vista.

Lui era molto richiesto come chitarrista e negli anni divenne un insegnante straordinario, un punto di riferimento per tantissimi musicisti che oggi sono apprezzati in Italia e all'estero. 

Era un maestro generoso, di quelli che non hanno segreti. Sapeva, infatti, che l'apprendimento è l'incontro tra la conoscenza e la sensibilità individuale e produce sempre un risultato originale.
Io, intanto, sempre accompagnato dalla mia timidezza, ho avuto modo di suonare con i più grandi musicisti. Ricordo nottate intere a suonare con Jim Hall e George Benson; ricordo i concerti con Barney Kessel...
Ma nella musica ho sempre cercato l'uomo e se l'uomo non mi piaceva cambiavo idea anche sulla sua musica.
Su Filippo Daccò non ho mai cambiato idea: dietro alla sua apparente durezza era un uomo estremamente sensibile . E' stato un grande musicista ma anche un amico e un "vero signore". 
Franco Cerri

Billy Bauer

Biografia e discografia








giovedì 18 maggio 2017

Analisi armonica: Solar

Con questo video dedicato all'analisi di Solar (Miles Davisi) continua il percorso di armonia funzionale su www.laviadellachitarrajazz.com. 

Buona visione e buona musica!

Manuel Consigli

P.S.

Il tuo feed-back per me è prezioso, per favore lascia un commento!

Grazie!!!

mercoledì 17 maggio 2017

Analisi armonica: Blue Bossa

Continuiamo il nostro percorso di armonia funzionale con l'analisi dello standard Blue Bossa, un brano semplice e adatto per iniziare a studiare l'improvvisazione nel jazz.

Buona musica!


Manuel Consigli








Un assolo da antologia: Miles Davis in “So What” (di Mauro Bazzini)




Kind of Blue: un punto di non ritorno

“So What” è la traccia che apre l’album “Kind of Blue”, l’album di jazz più venduto della storia; è probabilmente, insieme ad “All Blues”, il brano più famoso ed eseguito dell’intera produzione di Davis e deve il suo titolo ad un intercalare utilizzato dallo stesso musicista. Una delle ipotesi a riguardo, infatti, è quella secondo cui la figurazione ritmica delle parti di piano e dei fiati in risposta al tema esposto dal contrabbasso, suggerisca proprio l’espressione “Sooo What” nella tipica inflessione Davisiana.

martedì 16 maggio 2017

Charlie Christian

Biografia e discografia





domenica 7 maggio 2017

Video del giorno

giovedì 20 aprile 2017

Un quarto d'ora per scoprire 1260 accordi!

Conoscere i rivolti degli accordi è indispensabile per sviluppare una conoscenza completa dello strumento. 
Essi sono la base dell'arrangiamento per chitarra e conoscerne le diteggiature ti servirà a comprenderne più in profondità la "struttura armonica" e la sua organizzazione.

I rivolti servono:

Per accompagnare
Per armonizzare linee melodiche
Per arrangiare un brano
Per improvvisare

Qui sotto trovi due video-lezioni dove potrai imparare un metodo molto semplice ed efficace per ricavare tutti i rivolti degli accordi di settima (quadriadi).
In una ventina di minuti capirai come ricavare 105 accordi tutti sulla fondamentale di Do. Basterà poi spostare questi accordi sulla tastiera di 1 semitono e poi di 1 tono per ricavare gli accordi sulle altre fondamentali, ottenendo così 1260 accordi!

Ti consiglio di guardare i video con la chitarra, in modo da seguire sul tuo strumento la procedura.
Poi prendi un quaderno e scrivi le diteggiature, ricavandole da solo seguendo le istruzioni del video. Questo materiale ti potrà essere molto utile in seguito.

Ti accorgerai che alcune diteggiature non saranno particolarmente comode ma non le trascurare! Sostituendo qualche nota (ad esempio la 9 al posto della nota fondamentale (NF), l’11 al posto della 3 o la 13 al posto della 5) diventeranno comode e a volte anche più interessanti musicalmente.

La procedura descritta in questi video, che ho appreso da Pat Martino, è anche illustrata nella Nuova Edizione degli Studi Didattici per Chitarra Jazz" di Filippo Daccò da me curata per le Edizioni Curci.

Buona visione!







Ti è stato utile questo video? 
Allora ti potrà interessare 
anche questo sintetico ma ricchissimo 
corso online