domenica 13 dicembre 2015

La scala Maggiore Armonica

Nel video qui sotto puoi vedere una breve lezione sullo Studio 23 tratto dagli "Studi Didattici per Chitarra Jazz" di Filippo Daccò pubblicato da Edizioni Curci
di cui ho curato la Nuova Edizione.
Lo studio 23 è un breve esercizio nello stile chord-melody che affronta un argomento poco conosciuto: la Scala Maggiore Armonica.
Buona visione!

Manuel Consigli







Filippo Daccò è stato un grande chitarrista, arrangiatore e didatta. Egli ha saputo distillare il suo sapere musicale in una sintesi profonda e la sua didattica si esprime tuttora in un sistema originale, di grande efficacia, che armonizza perfettamente teoria e pratica, conoscenza e arte.


I suoi 50 Studi didattici erano oggetto di analisi e studio strumentale durante le sue lezioni e venivano integrati dai suoi commenti e dalle sue approfondite osservazioni.



Questa nuova edizione aggiunge alla versione originale degli Studi, tutte le spiegazioni necessarie per una loro piena comprensione e le registrazioni di tutti gli esercizi ed esempi musicali.



Il risultato è un vero e proprio METODO COMPLETO PER CHITARRA JAZZ, unico per la ricchezza degli esempi e la sistematicità della didattica proposta.



Ideato per accompagnare lo studente dalle nozioni di basefino all’improvvisazione e all’arrangiamento per chitarra, il metodo è strutturato in modo da rendere possibili percorsi di studio personalizzati, a seconda che il lettore sia studente principiante o di livello più avanzato (autodidatta e non).


La struttura del volume è in 4 parti:

1.   Le scale per l’improvvisazione e le relazioni scala-accordo. 

Costruzione, relazione con gli accordi e possibili applicazioni. Con il sistema qui descritto di Filippo Daccò, poche scale utilizzate con intelligenza permettono di improvvisare su qualsiasi brano.


2.   Il sistema delle scale e l’organizzazione dello strumento per l’improvvisazione. 

Come organizzare e applicare le scale sullo strumento, in modo da avere riferimenti precisi e completi per improvvisare su qualsiasi accordo in ogni posizione.


3.   Elaborazione armonica. 

Le principali tecniche armoniche che caratterizzano il linguaggio jazzistico: come elaborare, arrangiare, comporre brani.


4.   Gli Studi didattici per chitarra jazz di Filippo Daccò, ossia il cuore del volume. 

50 elaborazioni melodiche ed armoniche basate sulle strutture del blues e degli standard, che esemplificano i principali ambiti di studio della chitarra jazz.



Completa il volume un’Appendice pensata per fornire al principiante le informazioni teorico-pratiche di base per affrontare e comprendere le altre sezioni del metodo.



Il DVD ROM allegato presenta le registrazioni dei 50 Studi e degli esempi musicali, con le parti di solista e accompagnamento sia mixate insieme, sia separate,da ascoltare o utilizzare come base per le proprie sessioni di studio ed esecuzione.

Leggi la rassegna stampa


sabato 12 dicembre 2015

Italian Jazz Guitarist- Alberto Mandis



Musicista e Pittore  istintivo e creativo,che si alimenta di sensazioni; sa creare etrasferire attraverso l’arte ... Nasce con indole creative,artisticamente  musicista e  studia chitarra. Tuttavia, ha un’altra passione: la pittura. ma in realtà prende tutte e due, in quanto la musica farà sempre e comunque parte della sua Arte: la pittura per lui diverrà sostanzialmente una composizione musicale dove i colori e suoni si corrispondono.

Alberto pittore con al suo attivo mostre personali e rassegne collettive. 
Al 1984 risale la sua prima esposizione personale .
E’ in questo periodo che Alberto inizia a partecipare a vari concorsi di pittura estemporanea e concorsi nazionali.
Sono circa 60 a cui ha partecipato aggiudicandosi primi premi e riconoscimenti.

Partito da una formazione di tipo realistico, attraversa correnti artistiche,quali Rinascimento,Barocco,Impressionismo,Machiaioli,Surrealismo,Informale,Art  on- line ,Digital Art, Action painting ,
le  tecniche pittoriche : Matite,Carboncino,Acquerello, Pittura a Olio ,Pittura Acrilica Aerografia,Decoro,Collage,Murales..
Tecniche  di intaglio ,intarsio e scultura..                                                                             

La musica è innanzitutto una dimensione del tempo, strutturata come organizzazione in sequenza di eventi sonori; ma è anche una dimensione spaziale fatta di emozioni, luoghi, immaginazioni e memorie, la quale completa il nostro incontro dandoci  senso e significato .Quando si improvvisa è bene avere chiarezza espositiva dal punto di vista ritmico, melodico ed armonico, inoltre è necessario riuscire ad avere delle idee da sviluppare durante il solo, creando una storia da esporre con adeguato senso narrativo .Tutto questo fa parte dell’arte musicale di Alberto.

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Alberto Mandis - chitarra elettrica,acustica,Sinth e tra le varie chitarre, suona anche un particolarissimo strumento, una chitarra synth  o chitarra a fiato, o breath guitarcaratterizzato dal fatto che la forza, l'intensità e le dinamiche sono gestite attraverso l'emissione del fiato del musicista grazie ad un’imboccatura simile a quella di uno strumento a fiato.

Chitarrista ,compositore , arrangiatore , dal suono caldo  corposo e melodico, la sua ricerca verso il “suono”con una particolare affinità elettiva per Pat Metheny . La sua vocazione si estende dal jazz moderno alle più recenti sperimentazioni, tra le sue influenze si possono annoverare, John Scofield ,Pat Metheny,John Abercrombie,Jim Hall,(ma anche rievocando a tratti Rollins,Coltrane e Ornette,)..  

Oltre agli studi scolastici compiuti, essendo cresciuto e maturato nello spirito del jazz-moderno, possiede i presupposti culturali necessari a sospingersi con efficacia sulla difficile strada della ricerca personale .

Ha pubblicato 3 album, con una contaminazione  di generi  diversi (In the Air),( A Long Story),( First Colors).
Ha realizzato progetti e collaborazioni artistiche con  altri musicisti . 

Frequenta giovanissimo numerosi workshop tenuti da chitarristi e musicisti di fama mondiale come,Pat Metheny,Jim Hall,John Abercrombie, Mick Goodrick , John Scofield.Seminario  di musica Jazz  diretto dall’istituzione Statunitense del Columbia College di Chicago sotto la guida del chitarrista del college Frank Dawson e Garrison Fewell, Master Class di Pat Metheny, di Antony Braxton ( Composizione, Improvvisazione),Dan Anderson ( Contrabbasso),Umberto Petrin( Pianoforte) poi con Roscoe Mitchell (Sax), Steve Coleman ( Musica D’insieme), Butch Morris ( Musica D’insieme), Lois Moholo ( Batteria), Daniel Levin ( Violoncello), Matt Noran( Vibrafono), William Parker ( Contrabbasso) ,ed altri … 
Da sottolineare il pieno riconoscimento a concorsi chitarristici  come quello di “Emergenze Chitarre” indetto dalla Playgame per la rivista nazionale Chitarre ,con i brani “ Another Life”,”To Infinity” ,”The Moon” e  “In the Air ” con le recensioni  di  Simone Gianlorenzi.

Tel.0783 990254
Cell.3470005971






domenica 6 dicembre 2015

Italian Jazz Guitarist- Fernando d’Anelli



 Fernando d’Anelli: appassionato del ritmo e del solismo eclettico, ama i Classici e la Sperimentazione. 

 Dopo aver percorso “Sentieri” Rock, Blues, Pop e Progressive, collabora a Firenze con il gruppo “ZEIT”  ad una ricerca  di Musica Mediterranea e nella seconda metà degli anni ’80 approda alla Musica Jazz.
La sua ricerca verte maggiormente sullo studio delle Contaminazioni.                             
Nel 2004/05 ha insegnato chitarra jazz nei laboratori di musica al Liceo  “Virgilio” di Vico del Gargano e dal 2003 al 2006 ha insegnato chitarra Blues e Jazz presso la “Li.A.M.M.”.                          
Nel 2006 e 2007 ha suonato nell’Orchestra Jazzistica “Night and Day”
Nel 2006  ha creato un Progetto Etno-Jazz  “Rodi Folk Jazz”, di cui è stato chitarrista e compositore/arrangiatore di brani inediti e che ha portato avanti fino all’anno 2008.        
Da molti anni collabora con diversi jazzisti della zona, e promuove seminari, rassegne e concerti, partecipandovi con varie formazioni, dal Duo alla Big band. 
Nel  2012 è stato anche chitarrista della “Rodi Small Band” del Dipartimento di Jazz all’interno del Conservatorio di Musica “Umberto Giordano” di Rodi Garganico e Foggia.
Nel  Settembre 2013 ha partecipato come chitarrista allo Straordinario Evento JAZZIT FEST di Collescipoli (TERNI) con la Formazione “Blue Room 4tet” in Tribute to the voice of Chet Baker.
Nella metà di giugno 2014 esce il disco di brani inediti “EllaDanJazz” in collaborazione con la vocalist Luana Croella. Il disco é composto di otto brani, di cui 4 della Croella e 4 sono proprie composizioni dai titoli in lingua italiana:
Dai Campi alla Luna” - “Rodi” - “Apri le Ali”  -  “Radici”.
Il 28 Giugno il CD viene presentato in un concerto live in Umbria al Jazzit Fest.
Alceste Ayroldi, docente ordinario, saggista e critico musicale, in una sua recensione su Jazzitalia scrive:

- “ La domanda oramai d'obbligo è: cosa c'è di nuovo in giro? Be', a guardarsi bene intorno e a scavare un pochino più a fondo della solita mercanzia (purtroppo, in alcuni casi, vacui progetti jazzistici odorano più di merchandising che d'altro), di cose nuove e interessanti ce ne sono in circolazione. Magari, per chi scrive, dietro l'angolo di casa: nella Daunia, per la precisione. Luana Croella, cantante e poetica compositrice foggiana s'apparenta con Fernando d'Anelli di Rodi Garganico, anche lui compositore, chitarrista che ha attraversato varie facce della musica: dal rock al blues, oltre che il jazz. Con loro altri due valenti musicisti della Capitanata: il bassista Nicola Vitaliano e il batterista Antonio Cicoria, quest'ultimo s'altalena ai tamburi e piatti con Emanuele Castelluccia.
Qui si respira aria buona e fresca: i brani sono tutti originali e recano la firma ora di Croella, ora di d'Anelli. Già dal brano d'apertura "Dai campi alla luna" si ascoltano il fluire delle influenze musicali che mettono d'accordo il jazz d'epoca, soprattutto nel legato della chitarra di d'Anelli, venature della tradizione folclorica, il groove incalzante che fa da materasso per i vocalizzi nitidi e armonici della Croella. La struttura armonico-ritmica si ripete in "Am I Late?" con un andamento sensuale e incalzante sonoramente vicino al sound degli anni Sessanta. Così in "Rodi", che sottolinea il delicato scat della Croella e gli accordi vellutati di d'Anelli. "Leaves" ha un'innata danzabilità soul oriented. "Apri le ali" è marchiata dalla chitarra acustica imbracciata da d'Anelli, il cui fraseggio e il preciso staccato è intimista, a tratti spagnoleggiante. "Light" sottintende una bossanova groovy. Mentre "Radici" riprende il main-theme dell'intero lavoro: elegante e vibrante. Il flicorno di Marco Brioschi contrassegna lo slow tempo lirico di "You Hurt Me".
Elladan è un disco che evoca un bel passato con lo sguardo dritto e determinato verso un elegante futuro.” (Alceste Ayroldi per Jazzitalia) -







martedì 1 dicembre 2015

Sei un musicista, si o no? Decidilo ora!


Sei un musicista, si o no?

Se ancora non ti sei dato una risposta a questa domanda, 
continua a leggere...

perché forse il momento di deciderlo...

è arrivato!

A differenza di ciò che accade in altre professioni, per un musicista il momento della formazione non finisce mai.

In quanto musicista continui sempre a studiare, per mantenere o migliorare la tecnica, per imparare nuovi repertori, per sperimentare e cercare nuove strade espressive...

Ma allora, quando si può dire che da studente di musica diventi finalmente un musicista?

Quando hai ottenuto un diploma?
Quando cominci a guadagnare con la musica?
Quando cominci a suonare in pubblico?

Forse ciascuna di queste risposte ha qualcosa di vero ma nessuna esaurisce del tutto l'argomento.


Hai presente la vecchia storia del bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno?

Ecco, penso che rappresenti molto bene la situazione di chi, come noi, ama e studia la musica per tutta la vita.

Come studente devi confrontarti quotidianamente con la metà vuota del bicchiere. 

Lo devi fare con onestà, serietà e impegno, perché queste sono condizioni necessarie al tuo progresso.

A volte può essere faticoso confrontarsi con i propri limiti e a volte può dare un senso di vertigine l'enormità di quello che ancora abbiamo da imparare...

Ma c'è qualcosa che stranamente sembra ancora più difficile:

cioè confrontarsi onestamente con quella metà del bicchiere che è già piena!

Forse penserai che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza...

E a molti succede di non concedere alla metà mezza piena di esprimersi come potrebbe.

La consapevolezza dei propri limiti, l'eccesso di perfezionismo, la timidezza, la paura del giudizio portano facilmente a vivere in modo squilibrato il dualismo "bicchiere mezzo pieno- mezzo vuoto".

Chi si trova in questa situazione di solito si sente più a suo agio nel definirsi studente di musica anziché musicista

Se ti sei riconosciuto in questa condizione, voglio metterti in guardia:

Stai rischiando seriamente di non diventare mai un musicista!


Pensi che quella tua metà non sia affatto piena o che non lo sia abbastanza?

Ti assicuro...

NON é vero!

Ho visto bambini esprimere una grande saggezza musicale già al loro primo contatto con uno strumento.

In oltre venti anni di insegnamento non ho mai incontrato un allievo che non avesse già un proprio stile, gusto, tocco, senso ritmico e melodico, una propria sensibilità musicale e espressività.

Non è che tutte queste cose non possano evolvere durante un percorso artistico ma si può dire che comunque sono già presenti dall'inizio e riempiono da subito metà del bicchiere

Quel bicchiere infatti rimane sempre mezzo vuoto e mezzo pieno!

Più andrai avanti più scoprirai cose nuove da imparare...
Perché più sali nel tuo percorso artistico, più si allarga il tuo orizzonte.

Quando avrai studiato tutte le triadi in tutte le posizioni e rivolti, scoprirai gli accordi di settima...

ah ci sono anche quelli di nona!

non immaginavo esistessero gli accordi per quarte!

E i polichords!

Dammi retta, non c'è fine...

Ed è bello che sia così!


Jim Hall, nel suo libro "Exploring jazz guitar, racconta che prima di fare un concerto evita di ascoltare Pat Martino, un chitarrista che adora, perché la sua tecnica straordinaria lo demoralizza...

Anche il bicchiere di Jim Hall è mezzo vuoto?

Attenzione pero...

il motivo per cui ti invito a dare valore alla tua essenza di musicista, non è solo perché penso che sia sano concedere a se stessi di essere quello che si è. 

Non è solo questo, anche se sarebbe già abbastanza...:)

Il vero motivo è che questo equilibrio è funzionale sia al tuo apprendimento sia alla tua crescita artistica.

Infatti, le aree del cervello che si attivano durante lo studio e nell'attività creativa sono diverse.

L'emisfero sinistro del cervello, presiede alle attività di analisi, è attento ai dettagli, è critico...

Quello destro, presiede all'attività creativa, percepisce le cose nel loro insieme, senza preoccuparsi dei dettagli...

Tutto quello che impari (con l'emisfero sinistro) durante lo studio poi deve essere "affidato" con fiducia alla tua parte creativa (emisfero destro).


  • Quando studi confrontati con il tuo bicchiere mezzo vuoto: fallo con tenacia, serietà, pazienza, senso critico...
  • Quando suoni usa il tuo bicchiere mezzo pieno: fallo con coraggio, incoscienza, libertà, gioia...


Questo, molto schematicamente, è il processo di crescita che avviene in qualsiasi percorso artistico.

Ricorda:

  • Quando studi stai provando a suonare.
  • Quando suoni stai suonando e basta.
  • Se stai provando a suonare, in realtà non stai suonando!

Se non riconosci autorevolezza alla tua parte creativa, rischi di compromettere il meccanismo stesso della crescita artistica!

Dunque è una questione davvero molto importante. Se davvero ci tieni alla musica...

Riconosci ora il tuo bicchiere mezzo pieno!

Ti assicuro, se ami e studi la musica...

Le qualità del musicista sono già dentro di te...

Non c'è alcun dubbio:

TU SEI UN MUSICISTA!

E' un grande privilegio, onoralo e gustalo fino in fondo!

Adesso, in pratica:

Ogni volta che impari qualcosa di nuovo, una scala, una frase, un arpeggio...

Affidalo senza soggezione alla tua parte creativa:


Usalo come ti pare! Trasformalo, trasponilo ad orecchio, cambia il ritmo, l'articolazione, la dinamica...

fallo suonare!

Dopo tutto...

SEI UN MUSICISTA, SI O NO?

Allora buona musica e...

CIN CIN!




Manuel Consigli

Mario Passaro

Chitarrista da 40 anni; insegna chitarra moderna, jazz e armonia funzionale.
Collabora con molti nomi blasonati della regione Puglia.

mario.passaro@gmail.com




Studiare con Manuel Consigli





Le cose più importanti sulla vita le ho imparate studiando chitarra e

e le cose più importanti sulla chitarra le ho imparate vivendo

                                                                       Manuel Consigli



Lezioni individuali e di gruppo

Corsi di perfezionamento

Corsi long distance (via skype)

workshop



per info:

manuel@laviadellachitarrajazz.com 


6 principi della didattica di Manuel Consigli
  1.  Trasmettere con semplicità i concetti più complessi.
  2. La relazione con l’allievo è il fondamento dell’attività didattica.
  3. La motivazione dell’allievo è il “motore” della sua crescita artistica.
  4. Indipendentemente dal livello dell’allievo i fondamenti sono la cosa più importante: l’altezza della preparazione artistica dipende dalla profondità dei fondamenti su cui poggia.
  5. Non esiste un solo metodo per insegnare la chitarra jazz ma una pluralità di approcci didattici fra i quali scegliere in funzione del livello dell’allievo, dei suoi obiettivi e delle sue specifiche modalità di apprendimento.
  6. Il vero obiettivo della didattica trascende la necessaria costruzione delle singole competenze del musicista per focalizzarsi sulla loro funzionale interazione nel processo creativo.

Ciò che permette all’allievo di esprimere al massimo il suo potenziale artistico è la perfetta sinergia di tutte le attività coinvolte nell’esecuzione musicale.

Questa sinergia può essere immaginata come risonanza di uno “strumento superiore”, in esso la chitarra, il corpo del musicista, la tecnica, il ritmo… devono vibrare in perfetta armonia.



Insegnare a produrre questo tipo di armonia è l’obiettivo della mia didattica.



Manuel Consigli