domenica 29 novembre 2015

Italian Jazz Guitarist- MAURO DE FEDERICIS





Chitarrista, arrangiatore, compositore, insegnante.
STUDI
Diploma in chitarra col massimo dei voti e la lode sotto la guida della prof.ssa Linda Calsolaro, diploma in strumentazione per banda sotto la guida del M° Claudio Boncompagni, compimento medio di Composizione.
Diploma accademico di II° livello in Musica da Camera conseguito presso con il massimo dei voti e lode.

COLLABORAZIONI
Jazzista autodidatta, ha collaborato con artisti di diversa natura musicale tra loro, quali Dee Dee Bridgwater, Bob Mintzer, Antonio Pappano, Max Ionata, Gianni Coscia, Paolo Fresu, Gege`Telesforo, Renzo Arbore, Lino Banfi, Giorgio Albertazzi, Fabio Concato, Bruno De Filippi, Emilio Soana, Fabrizio Bosso, Diana Torto, Marco Tamburini, Bepi D’Amato, Lorenzo Franco, Serena Autieri, Luisa Corna, Massimo Manzi, Clive Riche, Giorgio Rosciglione, Art Van Damme, Frank Marocco, Dario Deidda, Luca Bulgarelli, Cristian Meyer, Daniele Scannapieco, Marco Tamburini, Jenny "B", Josè Angel Trelles, Miguel A. Zotto, Orchestra da Camera della Scala, Orchestra di Padova e del Veneto, Orchestra di Trento e Bolzano, Milano Classica, Orchestra Stabile di Brescia, Orchestra Giovanile del Piemonte, Orchestra Internazionale diretta dal M° David Searcy (1° timpanista del teatro alla Scala), Quartetto ‘900 del Conservatorio di Adria (Rovigo)....
COLLABORAZIONI STABILI
Mauro De Federicis Trio/Quartet.
E` chitarrista e uno dei fondatori della “Italian Big Band”.
Ha collaborato per 10 anni con la cantante Milva.
Suona con i Four for Tango nello spettacolo “Decarissimo Astor”, con l'attore Enzo Decaro. Collabora stabilmente con l'Orchestra Cittaperta nella realizzazione di musiche da film e con gli Uscita Nord.

TOURNEES
Germania, Olanda, Svizzera, Austria, Brasile, Argentina, Stati Uniti, Canada, Spagna, Emirati Arabi, Giappone, Francia, Turchia, Grecia, Belgio, Finlandia, suonando nei più prestigiosi teatri del mondo, quali la Carnegie Hall di New York, l'Operhouse di Vienna, il Palau de la Musica Catalana di Barcellona, l'Orchard Hall di Tokyo, il Concertgebow di Amsterdam, il Piccolo Teatro di Milano, il Teatro dell'Opera di Roma e via dicendo.
FESTIVALS
Umbria Jazz, Blu Note di Milano, Premio Flaiano di Pescara, Pescara Jazz, Villa Celimontana di Roma, San Marino Jazz, Eddie Lang Jazz festival (Isernia), Chiarino Jazz (Porto Recanati), Festival Jazz di Ruvo di Puglia, Jazz be Good (Mosciano S.Angelo), Interamnia Jazz Festival, Brescia Jazz , Jazz in`it di Vignola, Summer Jazz (Arezzo), Festival del Salento, Pineto Accordion Jazz Festival, Serravalle inJazz, Festival Jazz di Gubbio e molti altri ancora. 

PARTECIPAZIONI TELEVISIVE E RADIOFONICHE
Master `87 (raiuno),
Ieri Goggi e Domani (raiuno),
Seconda serata (raidue),
Uno mattina (raiuno),
Domenica In (raiuno),
Maurizio Costanzo Show (Canale 5),
Ci vediamo su raiuno di Paolo Limiti (raidue), Dove ti porta il cuore (raiuno),
Stasera a via Asiago 10 (rai radiodue),
Premio Tenco 2001.
Zelig (Canale 5).

DISCOGRAFIA
Minorismi – M. De Federicis (Philology)
Double Face – M. De Federicis (Wide Sound)
It's Impossible – M. De Federicis (Abeat Records)

Canzoni... and more – M. De Federicis (Audio Review)
Italian Big Band – Italian Big Band (Fonè)
Hotel Astor – Tangoseis (Aura Music)
Piazzolla meet Ellington – Tangoseis (Deutche Bank) 

Pasion A.S. - Tangoseis (Abeat Records)
Gli anni del buio – Angelo Valori (Ecam)
Speakin'4 – Speakin'4 (Wide Sound)
Isole – Speakin'4 (Wide Sound)
Terre – R. Ruggieri (acc.)/M. Defedericis Duo
Non Aspettare – Uscita Nord (Wide Sound)
La nostra cecità – Uscita Nord (Wide Sound)
Puzzle of Memory – M. De Federicis (Audio Review) 

Inside Time – M. De Federicis (Alfamusic)
.... e molte altre collaborazioni come session man

ATTIVITA' DIDATTICA
E’ docente a tempo indeterminato di Lettura ritmica e melodica, Percezione Musicale presso il Conservatorio Statale di Musica "G.B. Pergolesi" di Fermo (AP), dove insegna anche chitarra jazz e musica d'insieme per formazioni jazz al triennio e biennio accademico.
Contatti:





sabato 28 novembre 2015

Italian Jazz guitarist- Paolo Colagrossi

Paolo Colagrossi inizia a suonare la chitarra nel 2001, qualche giorno dopo il terremoto che colpisce il centro italia in quell’anno.
In seguito decide di dedicarsi in pieno alla musica e si trasferisce a Roma dove studia con i M° Dario Lapenna, Umberto Fiorentino e Stefano Micarelli presso il St. Louis College of Music ed il Conservatorio L. Refice di Frosinone, dove inziano i primi progetti e collaborazioni con i musicisti locali.
A partire dal 2011 si trasferisce in Olanda dove ottiene il master in chitarra jazz presso il Conservatorio di Amsterdam, studia con J. Van Ruller, M. Van Der Grinten e M. Van Ijterson, tre chitarristi importanti nella scena del jazz europeo.
Paolo ha potuto approfondire lo studio dello strumento e dell'improvvisazione con personalità come Lee Konitz, Peter Bernstein, Chris Potter, Lage Lund e tanti altri.

Ad Ottobre 2015 ha pubblicato il suo primo album come bandleader, Melodie Dal Mezzogiorno, con Il Paolo Colagrossi Quintet, un quintetto formato da giovani talenti provenienti dal Conservatorio di Amsterdam.
Paolo si è esibito in tutta europa all’interno di importanti rassegne con nomi influenti della scena del jazz europeo e d’oltreoceano.









giovedì 26 novembre 2015

Italian Jazz Guitarist - Paolo Anessi



Buongiorno Manuel, mi permetto di darti del tu :D

Seguo quando riesco i tuoi video e\o lezioni, ho davvero molta stima di quello che fai, di come lo fai ma sopratutto ammiro la musica che hai dentro! 

Probabilmente (e con molta umiltà) avrai visto passare da qualche parte "La Chitarra Jazz per Tutti" libro pubblicato con Carisch, precedentemente rubrica su Accordo.it e prima ancora su qualche numero uscii sulla rivista Chitarre.

Tanto ho studiato ma sempre tantissimo sento che mi manca! 
Ho una passione fortissima per la didattica, trasmettere e veder crescere da grandi soddisfazioni oltre ad imparare tantissimo dal rapporto musicale con "l'altro"... 

Con la mia compagna (cantante\chitarrista) ho una formazione duo stabile, poi collaboro poi con una serie di musicisti, ma è sempre difficile trovare persone che fanno questo e prima di pensare di uscire a suonare per prendere 4 soldi... pensassero solo alla musica, ad uno scambio interiore musicale culturale e intellettuale.... (poi le suonate "marchetta" le si fa anche noi, ma per fortuna non ci si ferma a quello ;)

Jazz è senso di libertà espressiva, è la musica che si sente dentro, poi comprendo e cerco da una vita di inseguire un sound sempre alla ricerca "dentro" di un qualcosa che prende una forma musicale, poi indubbiamente lo studio, la tradizione, il lidio di dominante e le frasi bebop il superlocrio o suonare con gli arpeggi... ma tutto alla fine è  fortunatamente e solamente un suono!

Mi sono raccontato in poche parole evitando: ho studiato con.... e ho fatto... insegno dal 90 e vivo di musica da allora... 
ma  già ci pensavo da prima :D




mercoledì 25 novembre 2015

Video del giorno

Italian Jazz guitarist- Silvio Barisone

Silvio Barisone è un musicista su larga scala. Chitarrista, arrangiatore, compositore, musicoterapista, profondo conoscitore e studioso di strumentario etnico. Classe 1972 compie gli studi classici tradizionali in Conservatorio nonché quelli di jazz e popular music. Molto attivo in ambito live con i maggiori nomi di jazzisti nostrani passando anche per la pop music.
Oltre alle più svariate collaborazioni sia in ambito jazzistico sia in quello “leggero”  sono presenti  due produzioni per l'etichetta milanese Preludiomusic, la prima per chitarra sola dal titolo “Leonardo”  con brani tutti inediti che spaziano dal classico alla new age, la seconda dal titolo “Travel”, un vero è proprio viaggio tra diverse sonorità dal smooth jazz al funky passando per latin e swing. Musicista completo dalla svariata ed importante esperienza sempre al passo coi tempi fanno di lui anche un ottimo didatta in ottica moderna senza tralasciare però percorsi classici e tradizionali che ne hanno rafforzato e determinato il suo notevole cammino.
Collabora con l' importante rivista di chitarra "Guitar Club"  dove ogni mese tiene una "lesson" dal titolo "chitarra sola.

Per contatti:

Silvio Barisone 3381323668







domenica 15 novembre 2015

accordare lo strumento superiore (parte seconda)


Come accordare il Cocchiere- Mente

Per accordare il “cocchiere”, quello che dovrai fare come prima cosa è 

3) NON GIUDICARE

Devi cioè smettere di esprimere giudizi verso chiunque e verso te stesso.



Anche se tutti giudicano, anche se sei stato abituato a ricevere i giudizi fin da piccolo, dai tuoi genitori, dagli insegnanti, dagli amici, dal tuo compagno/a, questo non significa che il giudizio faccia bene né che giudicare sia una cosa intelligente.
Sicuramente ti sarà capitato di soffrire per il giudizio di qualcuno, che sia quello di un familiare, di un amico o di un insegnante. E avrai sperimentato la spiacevole sensazione di non essere stato compreso, che segue sempre il giudizio. 
Puntare il dito contro qualcuno è sempre un gesto di aggressività che ha come possibili risposte una reazione altrettanto o più aggressiva o la sottomissione, due possibilità che certamente non producono armonia. Come spiega bene lo psicologo e musicoterapeuta Mauro Scardovelli in questo video:

 

Ogni giudizio che esprimerai verso gli altri in qualche modo ti tornerà contro, con una sorta di effetto boomerang, o per effetto della reazione altrui o perché l’abitudine di giudicare si esprimerà con forza anche con giudizi contro te stesso, anche riguardo al tuo modo di suonare e alla tua musica, producendo disarmonia dentro di te e "scordando" il tuo strumento superiore.

Questo non significa che non si debbano esprimere mai valutazioni ma semplicemente che esse devono sempre essere accompagnate dalla comprensione, parola da intendere nel suo significato etimologico dal latino Com-prehendere, che significa prendere insieme, contenere in sé, abbracciare con la mente.
Il giudizio in definitiva è un atto di stupidità, perché per sua natura non sa cogliere e capire l’onda lunga di cause-effetto che genera ogni cosa, compreso l'oggetto del giudizio stesso, e che, collegando ogni cosa, arriva fino a noi.


Chiamami con i miei veri nomi
 (Thich Nhat Hanh, monaco zen vietnamita, poeta e costruttore di pace)

Non dite che domani me ne andrò,
perchè oggi stesso continuo ad arrivare.
Guardate bene: io arrivo in ogni istante per essere la gemma su un ramo di primavera,
e l’uccellino con le ali ancora deboli che impara a cinguettare nel suo nido,
e il bruco attorcigliato dentro un fiore,
e la pietra preziosa nascosta nella roccia.
Io arrivo sempre, per ridere e per piangere,
per tremare e per sperare.
Il ritmo del mio cuore è la nascita e la morte di tutto ciò che vive.
Sono l’effimera che muta sulla superficie del fiume,
e anche l’uccello che, tempestivo, la mangerà a primavera.
Sono la rana che nuota spensierata nello stagno,
e quella biscia che arriva silenziosa a divorarla.
Sono il piccolo ugandese pelle e ossa con le gambette stecchite come canne,
e il mercante di armi che all’Uganda vende ordigni di morte.
Sono la profuga di dodici anni su una barca,
che è violentata da un pirata e poi si getta in mare,
e sono quel pirata, e il mio cuore è ancora cieco e senza amore.
Sono un membro del Politburo, ho tutto il potere che voglio,
e sono l’uomo che paga il “debito di sangue” alla sua gente
morendo a poco a poco in un campo di lavoro.
Come la primavera è la mia gioia, tanto calda
da far sbocciare fiori su ogni sentiero della vita.
Come un fiume di lacrime la mia pena, tanto copioso
da riempire i quattro oceani.
Chiamatemi con i miei veri nomi, ve ne prego,
così potrò ascoltare tutto il mio pianto e tutto il riso insieme,
potrò vedere la mia gioia e la mia pena come un’unica cosa.
Chiamatemi con i miei veri nomi, ve ne prego,
così potrò svegliarmi,
e la porta del cuore resterà spalancata:
la porta della compassione.

Stay in tune!

Manuel Consigli


Per comprendere pienamente il senso di questo articolo leggi anche:








venerdì 13 novembre 2015

Come accordare lo strumento superiore (prima parte)


Nel primo articolo della serie “Chitarra in carrozza” ho introdotto il concetto di “strumento superiore, descrivendolo in questo modo “ l’insieme musicista-strumento, in tutta la sua interna ricchezza e complessità di competenze musicali e personali e nella sua profonda relazione con il mondo esterno da cui il musicista trae ispirazione e verso il quale il suo suono desidera liberarsi”.
Come ogni strumento che si rispetti, anche lo strumento superiore deve essere accordato e in questo post potrai imparare una tecnica per farlo.


Se però ancora non sei convinto del fatto che quando suoni il tuo reale strumento non è la chitarra o il pianoforte ecc. bensì qualcosa di molto più ampio, che ti comprende e di cui il mezzo musicale che hai scelto non è che l’ultima parte dalla quale hai scelto di fare uscire il suono, ti suggerisco questo semplice esperimento.

Esperimento:

La prima volta che ti capita un qualsiasi evento spiacevole, ad esempio se ricevi la telefonata dalla tua banca che ti avvisa che la tua carta di credito è stata bloccata perché il tuo conto è andato in rosso, oppure quando ricevi una multa, approfitta dell’occasione per sperimentare quanto le tue sopraggiunte condizioni psico-fisiche influiscano sulla qualità della tua musica. Potrai trasformare quell’evento spiacevole in qualcosa di costruttivo!

Nel caso il destino sia stato generoso con te risparmiandoti problemi economici, potrai sempre aspettare il passaggio micidiale di uno stormo di piccioni con la dissenteria sopra la tua nuova ferrari rossa fuoco, parcheggiata davanti alla tua villa con la capote aperta. Perché si sa, ce n’è per tutti!

Quel giorno dovrai seguire una dieta speciale per aggiungere al tuo stato emotivo alterato anche una condizione di fatica fisica.
Ti consiglio quindi un menù speciale a base di pizzoccheri come primo e cassoeula come secondo. Il tutto annaffiato con un buon vino ad alta gradazione.
Concludi il pasto con almeno tre cannoli siciliani.

Nel pomeriggio poi, evitando rigorosamente la siesta, dovrai svolgere qualche lavoro fisico impegnativo.
Potresti finalmente sostituire le viti dell’asse del gabinetto che balla pericolosamente da un bel po’, esponendoti al rischio di un imbarazzante incidente domestico. Oppure potresti finalmente portare in soffitta gli scatoloni con i libri che hai lasciato in un angolo dopo l’ultimo trasloco…
Se invece il destino ti ha premiato risparmiandoti questo genere di incombenze, potrai sempre armarti di spugnetta e detersivo e andare a ripulire la tua Ferrari.

Come ultimo sforzo, dopo quest’attività fisica dovrai accompagnare tua suocera all’Ikea a scegliere la nuova cucina (meglio se di domenica nel tardo pomeriggio).

Una volta rientrato a casa, vai a prendere la chitarra. Nel caso in cui tu riesca a sollevarla, dovrai far partire la base di Giant Steps (versione fast) e cominciare a improvvisare…

Com’è andata? Notato nulla? Forse la giornatina appena passata ha avuto qualche conseguenza sulla qualità della tua musica?

Bene se ora sei convinto, puoi continuare a leggere, perché ora arriva la cosa bella.
 Come accordare lo strumento superiore 
(parte prima)

Dunque, come ogni strumento, anche lo strumento superiore dev’essere accordato prima di suonare. 

Che senso avrebbe accordare la chitarra per poi suonarla da “scordati”? 



E come ogni tecnica di accordatura anche questa si basa sull’ascolto, anche se ciò che si dovrà ascoltare in questo caso non saranno suoni ma un tipo di vibrazione più sottile. L’ascolto quindi non si servirà dell’udito ma avverrà attraverso la consapevolezza.

Consapevolezza emotiva
Consapevolezza fisica
Consapevolezza mentale
Consapevolezza spirituale

L’accordatura dello strumento superiore richiede più tempo della tua chitarra, essendo uno strumento più grande e complesso.
Bisogna quindi dedicare diversi momenti della giornata a quest’accordatura per poter arrivare accordati al momento di suonare.

Utilizzando la metafora della carrozza avremo come riferimento quattro ambiti su cui concentrare la nostra attenzione e poi da accordare fra loro, come se fossero quattro corde:

Cavalli- emozioni
Carrozza- corpo
Cocchiere- mente
Passeggero- anima


Come accordare i Cavalli- Emozioni:

Qui l'obbiettivo è creare uno stato di coerenza del campo elettromagnetico prodotto dal nostro organismo biologico.

Abbiamo visto che le emozioni rappresentano la nostra riserva di energia

Ma di quali emozioni stiamo parlando?

La gamma delle emozioni che proviamo può essere vastissima ed esistono emozioni di ogni tipo, spesso di segno opposto. Che cosa hanno in comune ad esempio l’invidia e la tenerezza, la rabbia e la compassione, la gratitudine e la paura?

In effetti è difficile immaginare che emozioni così diverse fra loro possano essere generate dalla stessa sorgente.
E, in effetti, è stato studiato che esistono distinti circuiti emozionali:
il circuito primitivo, quello intermedio corteccia- amigdala e il circuito del cuore.

Alcune emozioni come ad esempio la paura o la rabbia sono prodotte da un circuito primitivo, preposto a proteggerci, innescando attraverso reazioni chimiche (produzione di adrenalina) meccanismi di attacco/difesa.

Altre, come l’invidia o la tristezza sono prodotte dal cervello e sono pertanto conseguenza dell’attività del pensiero. Possiamo vederle come una reazione del corpo ai nostri pensieri.

Vi sono poi emozioni che nascono dal circuito emotivo del cuore, come la fiducia, l’amore incondizionato, la gratitudine.

Allo scopo di accordare lo strumento superiore dovremo scegliere quale circuito emozionale risulta più efficace e desiderabile, imparare ad attivarlo e dovremo scegliere, in definitiva a quale tipo di emozioni vogliamo dare spazio nella nostra vita.

Il principio di sincronicità e di risonanza che è stato studiato scientificamente in numerosissimi tipi di sistemi fisici e biologici ha fra le sue conseguenze più importanti il seguente principio, che risulta essere sempre valido:

In ogni sistema oscillatorio, sia materiale che biologico, il sistema funziona al massimo delle sue capacità e con il minimo dispendio di energia, quando tutte le sue parti sono sincrone. Questo stato di coerenza perfetta tra esse fa sì che il sistema dia il massimo rendimento.

Sempre secondo il principio di risonanza, quando tutto il nostro organismo entra in risonanza sincrona con l’oscillatore più importante, creiamo naturalmente uno stato di coerenza biologica perfetta, che dovrebbe ottimizzare il nostro funzionamento umano a tutti i livelli.

Qual è dunque l’oscillatore biologico più importante nel nostro corpo? Te lo sei mai chiesto?

È proprio il cuore!

Il cuore infatti possiede un campo elettromagnetico 5000 volte più forte di quello del cervello ed è il più potente fra tutti gli organi del corpo.




Se vuoi accordare questa “corda” del tuo strumento superiore, dovrai scegliere le emozioni prodotte dal circuito del cuore.

Fra queste, quella che ha la frequenza più alta è in assoluto la gratitudine.

Il primo passo per l'accordatura del tuo strumento superiore sarà dunque questa semplice attività, che puoi scegliere di svolgere in qualunque momento della tua giornata.

1) FORMULA 10 PENSIERI DI GRATITUDINE, cioè PENSA A 10 COSE PER CUI SEI GRATO.

Possono essere cose molto semplici, come il cibo che hai mangiato oggi, o cose più importanti, come ad esempio il fatto che hai persone vicino a te che ti vogliono bene, il tuo compagno/a, i tuoi amici, i tuoi figli...
Per entrare nel nostro ambito artistico, puoi esprimere un pensiero di gratitudine per il fatto di poter suonare la tua chitarra, di avere persone con cui puoi condividere la tua passione, perché amano ascoltarti o perché suonano insieme a te.
Puoi infine esprimere un pensiero di gratitudine verso i tuoi maestri o verso la Musica stessa.

2) Meditando su questi pensieri respira profondamente, diffondendo in tutto il corpo (carrozza) attraverso il respiro, questa consapevolezza di abbondanza. 

Il respiro è il tramite più potente che collega le emozioni al corpo, nella metafora della carrozza il respiro può essere rappresentato dalle staffe che tengono i cavalli legati alla carrozza.

Nel prossimo articolo procederemo ad accordare le altre parti dello strumento superiore.

Se sei il proprietario della Ferrari rossa, che, se avrai seguito le mie istruzioni, ora sarà tutta splendente, ti invito ad acquistare il video-corso "Le 8 tecniche fondamentali per la sostituzione degli accordi" .

Se invece non hai una Ferrari rossa, ti chiedo per sostenere il mio impegno, di acquistarlo ugualmente, perché in fondo costa solo 40 euro, che, ti assicuro, è davvero poco a fronte di quello che potrai imparare.

Quando esprimerò i miei 10 pensieri di gratitudine per accordare il mio strumento superiore, il primo grazie sarà dedicato a te!

Un caro saluto.

P.S.

Commenti e condivisioni sono apprezzatissimi!

Manuel Consigli