mercoledì 30 aprile 2014

martedì 29 aprile 2014

John Stowell

Biografia



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lunedì 28 aprile 2014

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martedì 22 aprile 2014

La "zona segreta di apprendimento" (parte seconda)




Cos’è dunque questa misteriosa “zona segreta dell’apprendimento”?

Si tratta in sostanza di una particolare forma di ascolto, caratterizzata da una forte relazione con la sorgente della musica e che agisce per un ambito temporale circoscritto.


Come musicista sai bene che esistono diversi modi di ascoltare.
Puoi farti accompagnare dalla musica chiacchierando con gli amici davanti a un bicchiere di vino…
Puoi ballarla….
Puoi ascoltarla dal vivo sulla poltrona di un teatro o al tavolino di un jazz club…
Puoi condividere l’ascolto con gli altri o essere da solo….
E così via…
Qualsiasi tipo di ascolto è caratterizzato da un certo grado di attività da parte dell’ascoltatore: coinvolgimento emotivo, movimento e attenzione.

La focalizzazione dell’attenzione nella musica in particolare è una capacità molto importante per un musicista, sia nello studio sia durante la performance.
Mi riferisco alla capacità di indirizzare e mantenere l’attenzione su aspetti specifici della musica durante l’ascolto, come ad esempio sulla struttura del brano o su un particolare strumento.
Questo tipo di ascolto analitico è una prerogativa dei musicisti e se vuoi migliorare devi praticarlo molto. Esistono esercizi specifici a riguardo ma mi ripropongo di parlarne in un prossimo articolo.

In ogni tipo di ascolto il grado di coinvolgimento emotivo, movimento e attenzione si presentano come variabili presenti in misura diversa o a volte del tutto assenti.
Facciamo qualche esempio:
  • ·      Se stai ballando in discoteca, potrai essere coinvolto emotivamente dalla musica, ti stai muovendo con la musica ma l’attenzione forse più che essere sulla musica è rivolta alla bionda che balla davanti a te… (l’hai riconosciuta? È la tua compagna di classe delle superiori!)
  • ·      Se stai trascrivendo un assolo di Mike Stern, l’attenzione è super- focalizzata sulla musica, il movimento è assente, a parte quello necessario a mandare indietro la registrazione per riuscire a distinguere, una per una, le mille note della frase. L’emozione in questo caso è pari a zero.

Il tipo di ascolto che caratterizza la “zona segreta dell’apprendimento” invece si distingue dalla presenza ai massimi livelli di tutte e tre queste variabili e di molto altro: sospensione del giudizio, divertimento e gioia, gratificazione, identificazione nella musica e assenza totale dei bisogni dell’ego.

Prima di spiegarti esattamente cos’è la “zona segreta dell’apprendimento” e di come fare per accedervi, voglio parlarti di quella che io considero una sua variante molto interessante, raccontandoti una cosa che mi succedeva da ragazzo. Chissà se è capitato anche a te…

Frequentavo spesso un locale a Milano sui navigli, dove si poteva ascoltare buona musica dal vivo. Il locale era piccolo e i tavolini erano a ridosso del palco. I musicisti erano vicini e vedevo le loro dita muoversi sugli strumenti, i loro volti trasfigurarsi nei gesti esecutivi, l’energia della musica mi investiva con incredibile intensità…
Alla fine del concerto correvo a casa, avevo mezz’ora di strada da fare, la testa piena di musica e un solo pensiero: raggiungere la mia chitarra e suonare! Entravo in casa di nascosto, silenzioso per non svegliare i miei genitori, prendevo la chitarra e correvo a un giardinetto vicino. Suonavo per ore, sulla scia delle impressioni sonore del concerto, fino a quando quell’energia era completamente esaurita. Solo allora, stravolto dal sonno, tornavo quatto quatto a casa.

In seguito ho riflettuto su questo fatto: cosa mi accadeva esattamente?

Alcune particolari esperienze di ascolto hanno il potere di fare vibrare tutto il nostro essere, come se la musica possa mettere in risonanza per simpatia le nostre corde emotive, attivando sensazioni, facoltà immaginative e linguistiche musicali.
Lo stato di eccitazione che ne deriva (non pensare alla bionda!) permane per un certo lasso di tempo per poi esaurirsi ma in quello spazio temporale la musica che abbiamo ascoltato ha spalancato i nostri canali emotivi e percettivi e ha attivato le competenze linguistiche necessarie a fruirne, vale a dire il nostro senso armonico, ritmico, della forma ecc. Siamo in un particolare stato di sensibilità che rappresenta una risorsa preziosa da non sprecare.
In questi momenti è facile sentire delle melodie in testa ed essere particolarmente sciolti ritmicamente. Sono momenti in cui se ti metti a suonare può capitarti di comporre un brano di getto oppure di scoprire qualcosa di importante sulla musica e sul modo di suonare che fino ad allora non avevi colto. Si tratta di occasioni importanti per la tua crescita musicale e artistica, non le sprecare!

La situazione che ti ho descritto rappresenta come ti ho detto una variante della “zona segreta di apprendimento”.
Questa particolare sensibilità scaturisce da un’esperienza musicale intensa come ascoltatori, che provoca in noi un stato di eccitamento o “ispirazione” che permane per una certa durata per poi esaurirsi. Sulla scia di queste sensazioni è possibile suonare sfruttando il temporaneo potenziamento delle nostre facoltà musicali.

Per poter avere un’esperienza musicale intensa come ascoltatori è necessario però essere aperti a ricevere. Io allora ero pieno di passione e di curiosità, ero giovane e tutto era nuovo. Può capitare invece che alcune istanze del nostro ego ci impediscano di accostarci a queste occasioni con la necessaria apertura: un eccessivo senso critico, un approccio troppo razionale o sentimenti di competizione o invidia verso i musicisti che stanno suonando. Tutte queste cose hanno il potere di irrigidirci, impedendoci di vibrare insieme alla musica. Evita quindi di trattenere queste emozioni e resta aperto per ricevere questo dono, pensa: qualcuno sta suonando per te!

Quello che hai letto riguardo a questa variante della “zona segreta di apprendimento” ti servirà per comprendere meglio quello che può avvenire dentro di te quando entrerai nella “zona segreta di apprendimento” e il tipo di atteggiamento più efficace per ricevere il massimo beneficio da questa esperienza.
Tra qualche giorno (finalmente!) pubblicherò l’ultima parte dedicata alla “zona segreta di apprendimento” e agli esercizi pratici.

Ti ringrazio per l’interesse e ti sarò grato se vorrai mandarmi un tuo feed-back, mi aiuterebbe a essere più chiaro possibile e potrebbe essere utile anche agli altri numerosissimi lettori, quindi non essere timido: lascia un tuo commento!

Stay in tune!

Manuel Consigli

domenica 20 aprile 2014

La zona segreta dell’apprendimento

                     "Child Studying Under Tree" by jannoon028

Forse sai già tutto sulla scala superlocria e hai studiato tutti i libri di armonia del mondo, le tue mani potrebbero doppiare quelle di Bireli Lagrene suonando Cherokee a 350 bpm eppure senti che ancora qualcosa non funziona…

La pronuncia ha ancora quella familiare cadenza bergamasca che ricorda la parlata di tuo nonno e lo swing, che hai tanto studiato scomponendo le terzine per il numero atomico di tutti gli elementi della tavola periodica di Mendeleev sembra scappare in Russia appena cominci a suonare…

Forse ti è sfuggito qualcosa?

Voglio farti una domanda…

Qual’è il periodo della tua vita in cui hai imparato di più?

Forse quando frequentavi l’università e macinavi volumi di più di 1000 pagine?

Forse alle superiori, quando il tuo povero cervello lottava con gli ormoni scatenati dalla bionda seduta davanti a te? (perdendo clamorosamente)

Non credo che sia stato allora.

Eri molto più piccolo…

Piccolissimo!

Eri al sicuro, fra le braccia di tua madre che ti tenevano con tenerezza.

È stato lì che hai pronunciato le prime parole.

In uno stato di amorevole connessione dove il tuo IO non si era ancora distinto.

Fu allora che cominciasti a imparare la tua lingua e ad apprendere tutti gli schemi motori necessari alla tua sopravvivenza.

Fu in un preciso ambiente e in uno stato di forte relazione.

La tua mente allora non pretendeva di capire e non ordinava i concetti in categorie logiche e sistemi: allora tu eri solo suono e movimento, immerso in un’amorevole relazione.

Crescendo hai poco a poco abbandonato quel modo di imparare potentissimo e allo stesso tempo semplice e intuitivo, pieno di fiducia e gratificazione.

Hai conosciuto il piacere del ragionamento, e da musicista hai scelto di studiare e di conoscere.

Un’ottima scelta: l’apprendimento di un linguaggio passa anche attraverso lo studio della grammatica, della sintassi, della letteratura e dell’analisi.

Personalmente ho sempre diffidato di chi cita come esempio grandi musicisti che non sapevano neanche leggere la musica, sostenendo che studiare non serve, che rovina la spontaneità ecc.

Potendo scegliere fra sapere e non sapere, credimi, è meglio sapere!

Ma sapere non basta, ed è qui che forse ti è sfuggito qualcosa.

Se vuoi imparare l’inglese il modo più efficace e veloce è andare in Inghilterra, parlare con la gente, entrare in relazione con le persone usando quella lingua.

Devi “buttarti”, rischiando a volte di sbagliare e di fare brutta figura…

Very wells ;)

Ecco il punto: la musica è un linguaggio!

Per impararla devi entrare nel suo ambiente e creare relazioni.

Anche se non siamo nati a Kansas City nel ’45, quando il bebop sgorgava impetuoso dal sax di Charlie Parker e dalla tromba di Dizzy, I musicisti che hanno suonato prima di noi ci hanno lasciato in dono un fiume di bellezza che spetta a noi raccogliere e alimentare.

È importante sentire con essi un senso di connessione e affidarsi a loro, cercare con essi una relazione nel suono e nel movimento.

In un certo senso, in quanto musicisti, siamo tutti figli loro: siamo figli di Wes, di Django, di Jim Hall


Puoi scegliere a chi affidarti per ritrovare quel modo di imparare intuitivo, semplice e potentissimo che avevi da bambino.

C’è una zona segreta dell’apprendimento, dove questo può accadere.

Dove l’apprendimento si fa istinto, movimento e relazione.

Nel prossimo articolo ti spiegherò cos’è questa “zona segreta” e come fare per accedervi e nel prossimo Stage "Il Cerchio dell'Eccellenza" potremo sperimentare insieme alcuni esercizi pratici.
Stay in tune!
Manuel Consigli
P.S.
Non dimenticare di lasciare un tuo commento, te ne sarò grato!

venerdì 18 aprile 2014

Da non perdere...

venerdì 11 aprile 2014

Analisi armonica: Solar è modale o tonale?


Prima di tutto GRAZIE per i vostri commenti, grazie davvero!

Con questo post, un po’ più “avanzato” del solito, voglio anche rispondere ad alcune vostre domande e osservazioni molto interessanti riguardo al video sull'analisi del brano Solar di Miles Davis.

Ecco dunque:

Silvana mi ha segnalato l’analisi armonica di Solar fatta da Massimo Maltese nel suo blog:

la potete leggere qui:


Nella sua analisi Massimo Maltese definisce Solar un brano modale e procede di conseguenza nella sua analisi individuando i modi presenti e utilizzabili nell’improvvisazione.

Per prima cosa vorrei dire che l’analisi armonica essendo uno strumento per l’arte non è da intendersi come scienza esatta e quindi una diversa interpretazione può essere sempre possibile e aprire nuove e interessanti prospettive esecutive.

Nell’analisi armonica di un brano però si deve cercare di dare un’identità agli accordi assegnando a ciascuno di essi un grado preciso rispetto a una tonalità.  Si giustifica la presenza di un determinato accordo riferendolo a un determinato modo, solamente quando per esso non è possibile stabilire una precisa identità tonale, come accade per quegli accordi che Arnold Schoenberg definiva “vaganti”.

Nel repertorio jazz esistono d’altra parte brani tonali, modali e misti tonali-modali.

Quando un brano è tonale e quando è modale?

Un brano è tonale quando la sua dialettica fra tensione e risoluzione è regolata dall’interazione fra i principi della tonalità, ovvero dalla tonica, sottodominante e dominante, come accade ad esempio in All the things you are.

Un brano è modale quando il gioco fra tensione e risoluzione è affidato ad altri elementi e quando non sono presenti i tre principi (tonica, sottodominante e dominante) a definire nel loro insieme un preciso centro tonale. L’esempio più celebre in ambito jazzistico è il celebre brano So What, dove gli accordi sono solo 2: D-7 e Eb-7.



Nel caso di Solar direi che armonicamente il brano è senza dubbio tonale.

Tutte le tonalità presenti nel brano sono chiaramente definite dalla presenza degli accordi di tonica, sottodominante e dominante.
L’uso sistematico della successione II V I, nella tonalità d’impianto (C-) e nelle modulazioni transitorie  (F, Eb, e Db), non lascia infatti alcun dubbio nella percezione inequivocabile di questi centri tonali.

D’altra parte la tonica della tonalità d’impianto (C) esercita la sua influenza sui brevi centri tonali successivi, che, in questo senso, sono percepiti e possono essere interpretati nell’improvvisazione come modi della tonica principale del brano.
Quindi è corretta anche la “prospettiva modale” di Massimo Maltese che indica di utilizzare queste scale nell’improvvisazione.

C misolidio nelle misure 3, 4 e 5
C Eolio nelle misure 7, 8 e 9
C locrio  nelle misure 10 e 11

Una scelta di questo tipo avrà l’effetto di enfatizzare l’influenza della tonica C sugli altri centri tonali mentre, al contrario, sottolineare l’assetto tonale del brano porterà nella pratica a dare maggiore risalto alle toniche transitorie, nella loro aspirazione ad esprimersi pienamente in contrasto con la tonica principale del brano.


giovedì 3 aprile 2014

STAGE PER CHITARRISTI JAZZ

“Il Cerchio dell’Eccellenza”
 Scoprire e dare voce al “chitarrista migliore” che è dentro di te

A cura di

Manuel Consigli
10 e 11 Maggio 2014
presso
Az. Agricola biologica
“Terra di mezzo”
Loc. Alpe Zunchitt
Armeno (No)

Esiste un particolare equilibrio psico-fisico che può portarti a esprimere al meglio le tue potenzialità di chitarrista, migliorare l’efficacia dello studio e aumentare e stabilizzare la qualità delle tue performance musicali.  Attraverso specifici esercizi a corpo libero e con lo strumento imparerai a costruire il tuo personale “stato di eccellenza” migliorando sensibilmente le qualità tecnico-strumentali,  ritmiche e armonico-melodiche per esprimere al massimo  le tue potenzialità nella musica e in modo specifico nell’arte dell’improvvisazione. L’accordatura del corpo, esercizi “ninja” per la tecnica strumentale, L’eccellenza dell’ascolto, introduzione ai concetti di “Strumento Superiore” e di “Armonia dei Flussi Creativi” sono alcuni degli argomenti che saranno trattati in questo esclusivo stage residenziale, in un luogo isolato, silenzioso e immerso nella natura.

Lo stage è suggerito a chitarristi che abbiano una buona conoscenza di base del proprio strumento.
 Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

COSTO: 180 euro (da versarsi con caparra del 50% non rimborsabile in caso di rinuncia, o in unica soluzione entro il 27 aprile). Il costo comprende vitto e alloggio.
SCADENZA ISCRIZIONI: 27 aprile 2014: sarà accolto un numero massimo di 12 partecipanti. Lo stage verrà attivato con un numero minimo di 10 iscritti.

Per le modalità di iscrizione, dettagli sul programma di studio  ed ulteriori informazioni contattare:


Manuel Consigli  manuel.consigli@gmail.com