mercoledì 18 luglio 2012

"Analisi posturale e biomeccanica funzionale del musicista-
chitarrista"


Questo progetto dal titolo "Analisi posturale e biomeccanica funzionale del musicista-
chitarrista" presentato congiuntamente dal Conservatorio Statale di Musica "Jacopo Tomadini" e 
dall'Università degli Studi di Udine è risultato vincitore del Bando emanato nel 2009 dalla Regione
Friuli Venezia Giulia riguardante il finanziamento di progetti di ricerca in ambito universitario.



Si tratta di un lavoro di ricerca e di investigazione sicuramente unico nel suo genere sia per
l'interazione a diversi livelli (professionisti coinvolti, strutture ed attrezzature) tra Conservatorio
 di Musica e Università, che per un approccio analitico e scientifico raramente applicato all'ambito
musicale-strumentale.



Il lavoro è volto ad un innalzamento della qualità della docenza a tutti i livelli, soprattutto nel
 considerare in modo più consapevole e cosciente alcuni aspetti riguardanti la postura, l'impiego
 delle strutture muscolari (soprattutto posturali) nonché una gestualità più naturale gestita con un 
maggiore equilibrio psico-motorio.
















Se sei interessato a questi argomenti ti consiglio anche la lettura del post qui sotto:

Lo studio efficace (parte terza): il senso di sicurezza

Buona Musica!


Manuel Consigli

venerdì 13 luglio 2012

Eddy Palermo

Biografia




giovedì 12 luglio 2012

Augusto "Mimmo" Mancinelli



Born: December 1955 died in July 21st 2008


Augusto Mancinelli 'was a guitar player whose roots lie in the early jazz years of Wes Montgomery and the middle-period soul/blues years of Grant Green. As such, he possesses tremendous chops, impeccable taste, and a truly endearing tone. On 16 tunes (the vast majority of them originals), he paints his particular jazzbo blues all over the place. Mancinelli digs deep along with his rhythm section to cover the guitar's nuanced place in jazz history, while making it swing red, hot, and blue throughout the program. Of the originals, "Sassi Neri," with its whispering balladic opening, is the most notable. Mancinelli's tone shifts from an elongated series of trills into the melody, which is a Pat Metheny-like chordal dance, and then into a Montgomery two-string arpeggio meditation, all before the rhythm section kicks into gear. When it does, the tone moves into euphoric, six-string bliss, with stinging swathes of notes arranged in patterns that cover jazz, blues, groove, italian folk music, and swing. This is indicative of Mancinelli's style. He alternates between playing many and few notes, all the while trusting the rhythm section to point his way ever further into the heart of a composition. Most of the covers are journeyman-like and don't succeed as well as the originals, though there is nothing particularly wrong with them. Mancinelli's read of Ray Noble's bop classic "Cherokee" is an exception. True to the Charlie Parker dictum that one needed to be able to play the tune in all 12 keys and improvise with scalar invention in each, Mancinelli tears the lid off the bop songbook with this one. He moves so quickly from B flat to C sharp, covering the turnarounds with the keys in between, that it's dizzying. His swiping of one scale to fit another and bridge them both with chords of his own design is intimidating and dexterous. Finally, as he shakes arpeggios out of the jazz tree, he begins to speed up an already impossibly fast tune, and double times the band without a seam. It's a breathtaking introduction to a guitarist listeners should be hearing a lot more about than they are. What a debut. ~ Thom Jurek, All Music Guide


Blue Goose Blues was released in Mancinelli compilation in 1997.


the lineup:
Augusto Mancinelli: Guitar
Massimo Manzi: Drums
Paolo Ghetti: Bass







Analisi armonica: All the things you are

Continua il percorso sull'armonia funzionale iniziato con "l'introduzione all'armonia funzionale", che hai ricevuto iscrivendoti alla mailing list di Armonia Funzionale.

Se non ti sei ancora iscritto, puoi farlo qui:





Se non sei pratico della materia ti consiglio di andartela ad ascoltare, prima di proseguire con il video che trovi qui sotto, dedicato all'analisi dello standard "All the things you are".

Noterai che c'è qualche incongruenza fra gli accordi della partitura che c'è nel video e quelli dello spartito che ho utilizzato nella mia analisi. 

Sei in grado di spiegarti queste differenze?

Prima di lasciarti al video ti voglio tranquillizzare sull'eventualità che il linguaggio tecnico che utilizzo non ti sia familiare, non te ne preoccupare! 

Ci vuole un po' di tempo prima di abituarsi a questa terminologia. 

Se è necessario metti in pausa il video quando vuoi e riascoltalo più volte. 

Potrai poi fare pratica anche con le analisi di altri standard che seguiranno.

Se hai qualche dubbio lascia un commento, avrò cura di risponderti al più presto.

Buon ascolto!
Manuel Consigli

















mercoledì 11 luglio 2012