sabato 14 luglio 2018

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giovedì 12 luglio 2018

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sabato 30 giugno 2018

Video del giorno

martedì 26 giugno 2018

Sento Sinti

mercoledì 20 giugno 2018

Sento Sinti

I tre più grandi chitarristi jazz della storia, secondo me, sono Django Reinhardt, West Montgomery e Joe Pass. Il primo era di origine Sinti, il secondo era un nero afro-americano, il terzo era figlio di un siciliano: la bellezza non è razzista!







giovedì 10 maggio 2018

Video del giorno

giovedì 3 maggio 2018

Franco Cerri e Filippo Daccò



Con Filippo Daccò ci s'incontrava a casa mia o a casa sua per suonare insieme.  A turno ci si accompagnava o s'improvvisava. Avevamo una grande stima l'uno per l'altro: lui ammirava la mia istintiva musicalità, la naturale facilità sulla chitarra ed io la sua padronanza dello strumento, la profondità e la raffinatezza nel fraseggio.

Di fronte alla sua enorme conoscenza della musica, io che ero totalmente autodidatta mi sentivo piccolo piccolo.
Il Jazz l'ho imparato dai dischi che arrivavano da oltreoceano, ascoltando quello che l'America suggeriva da lontano. Tuttora, sento un debito di riconoscenza verso questo paese così generoso musicalmente.
Poi, io e Filippo Daccò, ci siamo un po' persi di vista.

Lui era molto richiesto come chitarrista e negli anni divenne un insegnante straordinario, un punto di riferimento per tantissimi musicisti che oggi sono apprezzati in Italia e all'estero. 

Era un maestro generoso, di quelli che non hanno segreti. Sapeva, infatti, che l'apprendimento è l'incontro tra la conoscenza e la sensibilità individuale e produce sempre un risultato originale.
Io, intanto, sempre accompagnato dalla mia timidezza, ho avuto modo di suonare con i più grandi musicisti. Ricordo nottate intere a suonare con Jim Hall e George Benson; ricordo i concerti con Barney Kessel...
Ma nella musica ho sempre cercato l'uomo e se l'uomo non mi piaceva cambiavo idea anche sulla sua musica.
Su Filippo Daccò non ho mai cambiato idea: dietro alla sua apparente durezza era un uomo estremamente sensibile . E' stato un grande musicista ma anche un amico e un "vero signore". 
Franco Cerri

mercoledì 2 maggio 2018

Garrison Fewell: gioielli musicali del grande Filippo Daccò


Nel 1993 conobbi Garrison Fewell, un raffinato chitarrista jazz insegnante della Berklee. Mi colpì il suo disco "Blue deeper than the blue" e lo contattai per chiedergli di venire a tenere un seminario nella mia scuola di musica "Altrenote" di Milano.
Quando, qualche anno dopo, pubblicai per le Edizioni Curci la revisione del celebre testo di Filippo Daccò "Studi didattici per chitarra jazz" chiesi a Garrison cosa ne pensasse.

Ecco cosa scrisse il grande Garrison Fewell.

The tremendously positive influence that Filippo Daccò has had on the development of jazz guitar in Italy can be measured by the many great guitarists who studied with him. Everyone who knew him speaks in almost reverent tones about this talented artist whose published work has been unduly neglected in the larger circles of modern jazz to which he so richly contributed.
Daccò's book, "Studi Didattici per Chitarra Jazz"  is legendary. In this new version, Manuel Consigli pays homage to his mentor's educational masterpiece, and Daccò's original etudes are faithfully rendered by guitarist Andrea Molena who brings the music to life with brilliant audio recordings of these very challenging studies based on well-known standard jazz tunes.

I sincerely hope that a younger generation of Italian jazz guitarists will have the opportunity to benefit from these musical gems by the great Filippo Daccò."

Garrison Fewell


La straordinaria influenza che Filippo Daccò ha avuto nello sviluppo della chitarra jazz in Italia può essere misurata dai tanti grandi chitarristi che hanno studiato con lui. Chiunque lo abbia conosciuto parla di questo artista di talento, le cui pubblicazioni sono state inspiegabilmente trascurate nel circuito internazionale del jazz moderno al quale egli ha contribuito in modo così ricco, con grande rispetto (tono quasi reverenziale).

Il libro di Daccò, "Studi Didattici per Chitarra Jazz" è leggendario. In questa nuova edizione Manuel Consigli rende omaggio al capolavoro didattico del suo maestro e gli studi originali sono interpretati fedelmente dal chitarrista Andrea Molena, che rende viva la musica con eccellenti registrazioni di questi studi stimolanti basati su conosciuti brani standard jazz.
Mi auguro che una nuova generazione di chitarristi italiani abbia l'opportunità di trarre beneficio da questi gioielli musicali del grande Filippo Daccò.

domenica 29 aprile 2018

Giant Steps





Ecco un breve tutorial su un mio arrangiamento Chord-Melody and Bass di Giant Steps di John Coltrane.
Buon divertimento!

mercoledì 25 aprile 2018

La competizione fra chitarristi


Barzelletta:



Due chitarristi si incontrano

La stretta tra due chitarristi: "Ciao, io sono... meglio di te".



Cosa c'entra la competizione con la musica?

Sarò conciso:

NIENTE!

Essere competitivo non ti renderà un musicista migliore e un fatto importante da accettare è che, qualunque sia il tuo livello...

Ci sarà sempre qualcuno più bravo di te! 

Di questo però non te ne devi preoccupare!

Rifletti:

Wes Montgomery ha uno swing meraviglioso ma nessuno è geniale come Django Reinhardt

Jim Hall è insuperabile in quanto a raffinatezza però il senso melodico di Pat Metheny è più coinvolgente…

Però John Scofield è molto più moderno…

Si ma Peter Bernstein è moderno pur essendo legato alla tradizione…

Comunque Bireli Lagrene ha più tecnica, fa davvero quello che vuole sulla chitarra!

Si, però, con la mano destra suonata con le dita, Paco De Lucia è più bravo… anche se ha sempre

la faccia seria…

Martin Taylor ha sicuramente più senso dello humor…


Vedi, nessuno di questi grandi musicisti è davvero il migliore, quindi puoi rilassarti e goderti la musica fino in fondo anche se non sei il più bravo di tutti.

Come diceva la dolcissima Emily Remler: “tu hai il diritto di suonare!

La musica è di tutti e per tutti.

È un dono prezioso che condividiamo. 

È la nostra storia, il nostro più antico e profondo linguaggio, è il suono primordiale.

È immaginazione, emozione, corpo.

È vibrazione.

Se la Musica ti chiama devi dare il meglio di te stesso.

Ma questo non ha nulla a che fare con il compiacere il tuo ego.

Tu hai il privilegio di poter trasmettere agli altri qualcosa di prezioso e per farlo devi lavorare su di te affinché la musica possa scorrere senza ostacoli.

È questo l’obbiettivo dello studio, della continua ricerca, del costante impegno del musicista.

Questa è la vera competizione ma essa non è contro gli altri musicisti.

La vera competizione è contro i nostri stessi limiti.


Ti saluto con questo divertente video di una battaglia a suon di note. 

Vedrai che alla fine chi vince è la Musica!

Stay in tune!

Manuel Consigli